La marcia per la sanità perde un paio di pezzi. Dalla lunga lista di associazioni, sindacati e comitati che costituisce l’ossatura della manifestazione in difesa della sanità pubblica, si sono staccati Nursing Up e l’Ordine degli infermieri. Dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure però si dicono tranquilli. «Non c’è nulla di cui preoccuparsi, abbiamo ricevuto adesioni da tutta la Regione», rimarcano gli organizzatori e proseguono la diffusione dei dossier sulle criticità della sanità, in preparazione dell’evento. L’ultimo riguardava il tema della salute e l’autodeterminazione delle donne e le scelte che, negli ultimi anni, «hanno indebolito i servizi pubblici e favorito interventi di carattere ideologico».
Proprio la volontà di non schierarsi politicamente sarebbe alla base delle defezioni. «In questo momento stiamo già portando avanti in maniera quotidiana le nostre battaglie a tutela degli infermieri, dei professionisti sanitari e degli Oss – spiega aRepubblica il segretario regionale del Nursing Up, Claudio Delli Carri–. Lo facciamo attraverso il confronto istituzionale, le segnalazioni, le vertenze e il lavoro sindacale sui territori, dentro le aziende sanitarie e nei tavoli dove si prendono le decisioni reali». Da qui il passo indietro: «Non riteniamo necessario partecipare a una manifestazione che, a nostro avviso, rischia di trasformarsi in un contenitore più politico che realmente orientato a produrre risultati concreti per chi lavora nella sanità».







