Un’agonia continua, un’intera stagione trascorsa nei bassifondi, senza mai alzare davvero la testa, tra pochi acuti e qualche ancora di salvataggio colta proprio quando tutto sembrava pregiudicato. Ma soprattutto un programma folle del club e un atteggiamento indegno della squadra. Fino all’epilogo ferale. Il campionato 2025-26 resta tra i peggiori nei 118 anni di epopea biancorossa. Un torneo scandito da umiliazioni, tensioni, silenzi. E da un San Nicola che ha progressivamente perso la sua magia, pur provando a riaccendersi nel momento più delicato. Pesa ripercorrere le tappe di undici mesi intrisi di sofferenze. Ma è utile. Perché nulla vada dimenticato.
LA RIVOLUZIONE D’ESTATE, I CASI VERRETH E SIBILLI Il Bari approccia il suo 50º campionato di Serie B (e la 67ª partecipazione alla Coppa Italia) nel segno di una rivoluzione persino più radicale rispetto a quelle che, puntualmente, hanno scandito la gestione De Laurentiis. Dopo il nono posto e la mancata qualificazione ai playoff del campionato precedente, Luigi De Laurentiis conferma i direttori sportivi Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare, ma non l'allenatore Moreno Longo. Scatta quindi la caccia al nuovo tecnico: il prescelto sarebbe Alessandro Nesta, ma l’ex difensore campione del mondo nel 2006 declina l’invito. Così, dopo qualche sondaggio alternativo (Luca D’Angelo non si libera dallo Spezia malgrado la finale playoff persa, Andrea Sottil si accasa al Modena), si chiude una trattativa lampo con Fabio Caserta che opta per l’addio al Catanzaro (condotto fino alla semifinale degli spareggi per la A) e firma un contratto biennale. Il presidente De Laurentiis non demorde e conferma con convinzione l’obiettivo playoff. Il calciomercato estivo è una sarabanda: via tutti i calciatori in prestito (Radunovic, Mantovani, Obaretin, Simic, Falletti, Favasuli, Lella, Oliveri, Coli Saco, Bonfanti, Favilli, Lasagna, Novakovich), così come i «senatori» Maita, Benali e Maiello. Comprendendo pure le partenze di meteore come Tripaldelli, Matino, Faggi, Lulic, Onofrietti, Achik, Manzari e Scheidler oltre alla risoluzione del contratto con D’Errico, le cessioni sono addirittura 25. Gli acquisti segnano i romantici ritorni dei baresi Gaetano Castrovilli ed Anthony Partipilo (rispettivamente dopo otto e dieci anni), nonché di Giuseppe Sibilli, rientrato dopo il semestre in prestito alla Sampdoria. A titolo definitivo arrivano il portiere Cerofolini, i difensori Dickmann, Burgio e Meroni, i centrocampisti Darboe, Maggiore e Verreth, gli attaccanti Gytkjær e Moncini. In prestito ecco i difensori Kassama e Nikolaou, i centrocampisti Braunoder e Pagano, gli esterni Rao e Antonucci, il centravanti Cerri, per un totale di 19 volti nuovi. Il ritiro di Roccaraso, però, è sconvolto dall’improvvisa e tragica scomparsa del figlioletto di Verreth, al ritorno in sede, invece, cominciano le prime voci su un illecito commesso da Sibilli che, il 2 ottobre successivo, patteggia una squalifica di 8 mesi (più altrettanti di prescrizioni alternative come la partecipazione a un piano terapeutico e incontri nelle scuole) con 20mila euro di ammenda per aver scommesso su alcuni incontri di calcio in centri autorizzati dal 2022-2023 al 2024-2025.












