Bologna-Inter, ancora tu. La madre di tutte le partite, per chi tifa rossoblù, arriva in coda al campionato con verdetti già scritti: scudetto alla talentuosa banda di Chivu e ottavo posto per la squadra di Italiano in una stagione di saliscendi da far girare la testa.
Dallo spareggio del 1964 fino agli ultimi scudetti nerazzurri, evaporati proprio al Dall’Ara, la storica rivalità riempie lo stadio e accende la passione. Ma negli occhi e nell’animo dei tifosi del Bologna c’è oggi una strana sensazione: un misto fra nostalgia e paura del domani. Lucumi e Freuler giocano la partita di addio al mondo rossoblù e i campioni del cuore, Orsolini, Rowe e Castro rischiano di partire per altri lidi. E sullo sfondo c’è la trattativa per confermare Italiano alla guida del Bologna che slitta, seminando qualche dubbio nel vorticoso mercato degli allenatori.
Questo futuro velato di incertezze si nutre di mille piccoli indizi. Come la foto delle future maglie rossoblù dove figurano De Silvestri, Bernardeschi, Odgaard e Miranda, ma nessuno fra Rowe, Castro e Orsolini.
Dice bene Fenucci che il Bologna senza Europa dovrà far quadrare i conti con qualche cessione eccellente. Ci siamo abituati a questa logica che mette il bilancio al primo posto e ha permesso al club una serena gestione e ottimi risultati sul campo.












