di Stefano BrogioniFIRENZEColpi a tradimento, regolamento applicato a singhiozzo, nervosismo che rasenta la crisi isterica. A parte questo, ci sono i Rossi, campioni in carica, che non hanno al momento rivali e seppelliscono di cacce i Verdi. 22 punti a 2 (nuovo record di segnature) nonostante il fischio finale sia stato anticipato di qualche minuto perché non c’era più storia e soprattutto si respirava nell’aria il concreto rischio che la situazione potesse degenerare.

Forse, è anche questo divario a far scivolare la prima semifinale del 2026 verso la tensione. E consegnare al pubblico presente sugli spalti - ampliati con l’innalzamento delle tribune - uno dei confronti più brutti degli ultimi anni.

Difficile anche commentare questi cinquanta minuti scarsi in cui i Rossi hanno staccato il biglietto per la finale del 24. San Giovanni è stato in partita per appena un paio di minuti, il tempo di portarsi in vantaggio con Prezioso. Poi anche se sul sabbione di Santa Croce batteva un sole tutto sommato tollerabile, è calato il buio. Nelle gambe, nelle braccia e anche nella mente, con fuorionda che da un po’ di tempo non si vedevano e che non sono stati esattamente uno spettacolo.

Complici infortuni e diverse espulsioni (quattro per San Giovanni, due per Santa Maria Novella), l’arena (quest’anno riempita di una nuova sabbia, pare per niente gradita a chi l’ha calpestata) è diventata terreno di facile conquista per i “soliti“ mattatori Rossi.