Quarantasei cacce e mezzo in cento minuti, ma anche una valanga di espulsioni ed infortuni. Lavoro per il Var dei giudici della manifestazione, in vista della finale del 24 giugno tra Rossi e Azzurri, ma anche lavoro per la Digos che dovrà approfondire alcuni momenti della partita di sabato ma anche l’episodio di uno “sfondamento“ avvenuto ai varchi d’ingresso della curva di Santa Maria Novella. Supporter Rossi - forse senza biglietto - come documentato da alcuni video, hanno forzato il cordone del controllo e ci sono state cariche della polizia. Ma a tenere banco è il dibattito sul "nuovo" calcio storico: rispetto al passato, si segnano valanghe di cacce, sono stati disciplinati gli scontri anche a tutela dell’incolumità degli stessi calcianti. Un accorgimento come quello di far rispettare la regola del disingaggio dei placcaggi dopo ogni rimessa della palla in gioco, nelle due semifinali appena disputate si è dimostrato parecchio ostico da mettere in pratica. Le segnature sono sì tante, ma nessuna resta in mente perché tutte fotocopia: galoppata nello spazio e palla depositata in caccia. Poi sono arrivate a caldo, su Toscana Tv, le parole dell’allenatore azzurro Marcelo Segundo. "Le regole vanno riviste" ha tuonato il brasiliano espulso poco prima dall’arena. "E’ una manifestazione unica al mondo - ha aggiunto - sospendere la partita e mandare tutti a casa cinque minuti prima della normale fine della gara significa che qualcosa non va. Non si capiscono molte espulsioni, è un problema grande. Il calcio storico di adesso non è così attrativo".
Il Calcio Storico si interroga. Una valanga di cacce in fotocopia. S’infiamma il dibattito sulle regole
Record di marcature ed espulsioni, dominano gli schemi. L’allenatore azzurro Marcelo Segundo: "Così non va"






