di Stefano BrogioniFIRENZEIl torneo del 2026 si è tinto di Azzurro. Santa Croce sa cosa significa trionfare al Calcio Storico ma stavolta è stato diverso. E’ stato diverso perché gli avversari, i Rossi campioni in carica, partivano con tutti i favori dei pronostici. E’ stato diverso perché, falcidiati dalle squalifiche, avevano tra i 27 ben cinque esordienti (Carta, Cendali, Terzuoli, Dulizia e Ugolini). E’ stato diverso perché la vittoria è arrivata dopo un’altalena di fughe in avanti da parte di ogni Colore.
E’ stato diverso, ma è stato meritato. Forse più di quella caccia di vantaggio che rimarrà fissata negli annali, 19 cacce a 18. Gli Azzurri hanno dato l’impressione di avere qualcosa di più. Come l’astuzia di David Ceccherelli, cannoniere di questa finalissima, la tenacia di Serra, decisivo e prezioso nei placcaggi e nei recuperi, la velocità di De Castro. Invece Santa Maria Novella, stavolta, ha steccato. Ben arginato Gianassi, meno sgusciante Lopez, bene ma non benissimo Renzoni.
In un clima afosissimo, ma sotto un cielo nuvoloso, sono piovute tante segnature. Ma niente a che vedere con la noia delle due semifinali, dove il divario fra le Parti in campo e le troppe espulsioni hanno influito negativamente sullo spettacolo.






