Sconfitto, umiliato e contestato. Il Bari continua la sua discesa negli abissi della Serie B. Perde anche al San Nicola con la Juve Stabia, senza mai riuscire a calciare in porta. Manifesta inferiorità contro un avversario arrivato in Puglia con una sola vittoria in trasferta all’attivo in campionato. Ko che decreta ancora una volta il fallimento tecnico del tandem Magalini-Di Cesare e l’incapacità di dare una sterzata dell’allenatore Vincenzo Vivarini, capace di ottenere solo quattro punti in otto partite, tutti sulla graticola. In pole per la panchina l’ex Empoli Guido Pagliuca. Squadra penultima in classifica con 17 punti e che rischia di trovarsi in coda oggi, se il Pescara dovesse battere il Modena.
Stupore alla lettura delle formazioni iniziali: Vivarini rilancia in difesa Nikolaou e sulla trequarti Antonucci, dati in partenza e rimasti a guardare nella partita di Carrara. Dickmann e Moncini non recuperano, così alla guida del 3-4-2-1 c’è Gytkjaer con Dorval tornato dalla Coppa d’Africa e rilanciato a sinistra. La Juve Stabia fa tanta densità in mezzo al campo, provando a sfruttare le geometrie di Leone nel 3-5-1-1: piano tattico chiaro già al 4’, quando Correia lavora tra le linee e calcia senza trovare la porta. Ospiti che tengono il pallino del gioco e si fanno pericolosi al quarto d’ora. Carissoni crossa da destra, Cerofolini non trattiene sul colpo di tacco di Candellone e Piscopo per fortuna del Bari non ne approfitta. Nella prima mezz’ora l’unico tentativo del Bari è un sinistro di Maggiore alto di un paio di metri. Ben più pericoloso dall’altra parte Bellich, che spreca di testa da buona posizione su punizione di Maistro. Per sbloccare una partita poco avvincente serve un episodio e matura al minuto 35.






