Il Bari affonda rovinosamente a Pescara e cancella quanto di buono fatto con le vittorie su Sampdoria ed Empoli. Vincono 4-0 gli abruzzesi, ultimi in classifica ma assolutamente proiettati all’obiettivo salvezza. Figuraccia per il gruppo di Longo, fischiato dai 35 tifosi presenti nel settore Ospiti in una partita in cui la trasferta era vietata ai residenti in Puglia. Disattesa anche la carica data dal tifo organizzato alla vigilia, con 700 tifosi a sostenere la squadra nella rifinitura.
Longo ne ha cambiato tre rispetto alla vittoria sull’Empoli. Out l’infortunato Piscopo, panchina per Cistana ed Esteves. Si rivedono tra i titolari Nikolaou nel terzetto difensivo, Pucino a destra. Dentro anche De Pieri accanto a Rao a sostegno di Moncini. Nove assenti in casa Pescara: lo squalificato Altare si aggiunge a Olzer, Faraoni, Desplanches, Merola, Graziani, Pellacani e Tsadjout. 4-3-2-1 per Gorgone, che rilancia Insigne da titolare nel 4-3-2-1. Di Nardo è il terminale offensivo. Sarà una spina nel fianco per tutta la partita.
Fischio d’inizio che ritarda di 15’ per un problema tecnico al Var, situazione che impone alle squadre un secondo riscaldamento. Dato che non incide sull’approccio, energico da parte dei 22 in campo: Bari pericoloso dopo sette minuti con Dorval ma il tocco al volo del franco-algerino su invito di Pucino termina sul fondo. Ma ancora una volta il Bari paga l’approccio. Al primo vero affondo è però il Pescara a passare: da un pallone perso da Nikolaou Acampora scarica a sinistra per Cagnano, cross profondo e Di Nardo anticipa Nikolaou e Cerofolini e trova il decimo gol del suo campionato. 1-0 al 14’. La squadra di Longo non reagisce al colpo inferto dall’ex Campobasso.






