Se il campionato di B finisse oggi, Bari e Spezia sarebbero retrocesse. E non ci sarebbero errori, analizzando lo 0-0 del turno infrasettimanale al San Nicola. Esito di una serata in cui Longo ne ha cambiati quattro rispetto al ko di Mantova. Nuovo anche l’assetto di gioco: la squadra costruisce a quattro e difende a cinque, con Cavuoti ago della bilancia a destra e Çuni e Piscopo da incursori. Il Bari fa fatica ad accettare le novità: ne vien fuori un primo tempo con il centrocampo nelle mani dello Spezia, pericoloso con Skjellerup in campo aperto. Al 10’ la fotografia dei problemi delle due squadre in fase offensiva: prima Cerofolini salva sul colpo di testa di Hristov da distanza ravvicinata, cambio di gioco e Dorval servito sul dischetto da Moncini calcia addosso a Radunovic.

La nota lieta in un centrocampo che perde Verreth per un guaio muscolare (dentro Braunöder) è il 19enne francese Traorè, all’esordio nel calcio italiano: 75 minuti di personalità e fisico, impegnando anche Radunovic dalla distanza. Longo negli spogliatoi allarga Piscopo e accentra Cavuoti: l’ex Cagliari non ripaga la scelta, graziando Radunovic su percussione di Dorval dopo 25 secondi. È per 20 minuti un Bari diverso, che colleziona calci d’angolo lasciando però spiragli interessanti: il solito Cerofolini blinda la porta dall’assalto di Aurelio. Le sostituzioni di Donadoni e Longo aggiungono poco: solo Rao e Valoti calciano ma senza far male. Il risultato finale conferma il Bari in penultima posizione a 21 punti, — 1 dallo Spezia e — 4 dalla salvezza, e con il peggior attacco della B. Al San Nicola la vittoria manca da tre mesi e mezzo e domenica arriva il Südtirol. Ma giocando così la C è nel destino.