MESTRE - «Andrea Martella è una persona capace, corretta, rigorosa. Soprattutto è una persona libera. Libera da conflitti d’interessi, libera da qualsiasi interesse privato ed economico. Da sindaco darà a Venezia quel cambiamento che Venezia domanda». È un boato, quello che si leva dalla folla, quando Elly Schlein scandisce queste parole, dal palco di una piazza Ferretto colma di gente per più della sua metà. La segretaria nazionale del Pd è l’ultima a parlare nel lungo pomeriggio che chiude una lunga campagna elettorale, sotto un sole caldo e un cielo sgombro di nuvole. Sventolano le bandiere dei Dem, quelle degli altri partiti e delle liste civiche che fanno parte della coalizione “La Buona Stagione”, in una festa cominciata con le note di sir Oliver Skardy che canta i suoi grandi successi tipo “Fame un spriss”, “Piccenin”, “Ohi n’demo a vedar i Pin Floi”, lanciando a ogni canzone il “bum-bum Martella” che scalda la platea e chiama l’applauso. Poi Ottavia Piccolo, in versione presentatrice, chiama a parlare uno per uno tutti i leader dei partiti. Schlein li ascolta tutti a fianco di Martella che, nei pressi della scaletta del palco, stringe le mani a uno a uno degli intervenuti.
ARIA DI CAMBIAMENTO Ai giornalisti Schlein dice che «i veneziani hanno voglia di cambiare dopo gli ultimi 11 anni» e non ha dubbi nel definire Martella «la persona giusta». Parla di laboratorio politico nazionale: «Sono molto grata per questo lavoro unitario del centrosinistra a Venezia, ci stimola anche in tanti altri territori, stiamo costruendo alleanze progressiste larghe, che vanno dai civici e moderati alle forze della sinistra. Vinciamo a Venezia e poi tra un anno mandiamo a casa il governo delle destre». Dopo il concerto, Piccolo esordisce: «Cari compagni e care compagne…», parole che risvegliano l’orgoglio del popolo di sinistra. Parla Anna Forte, candidata presidente della Municipalità, che, senza citarne il nome, ricorda il marito Gaetano Zorzetto che «20 anni fa sognava una Mestre bella». Poi al microfono si succedono Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista), Ugo Bergamo (Venezia è tua), Maurizio Enzo (Sinistra italiana), Silvia Nalin (Più Europa), la senatrice Raffaella Paita (Italia Viva), Marco Gasparinetti (Terra e Acqua), Pietro Lotto (Socialisti), Samuele Vianello (Radicali), Gaetano Pedullà (Cinquestelle). Il più applaudito è Gianfranco Bettin (Alleanza verdi e sinistra) che attacca il candidato sindaco del centrodestra Simone Venturini: «Deve vergognarsi quando addita come esempi negativi i ragazzi del centro sociale Rivolta, perché dovrebbe ricordare il sacrificio di Jack Gobbato, uno di loro, la figura più emblematica di questi anni, segno di speranza per questa città». Poi è la volta di Martella: «È stata una campagna elettorale lunga – afferma – In questi mesi ho trovato una città stanca, soprattutto di non essere ascoltata. Ma la stanchezza non è rassegnazione. Vogliamo cambiare e cambieremo». Martella ringrazia «questa meravigliosa coalizione con cui abbiamo parlato di problemi molto concreti» e promette: «Venezia deve tornare una città internazionale, democratica, cosmopolita, che promuove la pace». Aggiunge ancora: «Questa città vuole un sindaco che la ascolti e che la rispetti. C’è una parola che non farà mai più parte di questa città: quella parola è conflitto d’interessi». Altro boato della piazza. «Andando in giro in questi giorni ho incontrato tanta gente che mi chiede se ce la facciamo. Sì, ce la facciamo – scandisce Martella –. Insieme inizieremo una nuova stagione per questa città. Il voto utile per cambiare è il voto a noi, siamo noi gli unici che possono battere la destra». Il finale è tutto per Schlein, in un crescendo di applausi e grida: “Brava Elly, forza Elly”. Poi tutti sul palco, per le foto finali. Gran ressa e sipario, sulle note della “Canzone popolare” di Ivano Fossati.Andrea Martella, a Mestre Schlein, Conte e Renzi per chiudere la campagna elettorale del candidato sindaco di centrosinistra











