MESTRE - «Riporteremo il prosindaco a Mestre». Andrea Martella, candidato sindaco del centrosinistra, presenterà oggi pomeriggio al Candiani il suo programma elettorale. Uno dei punti chiave della sua proposta è il restyling della macchina amministrativa: «Insieme alle municipalità rinnovate e ripristinate, in una città articolata e complessa, unica e peculiare come la nostra, può essere utile una figura come quella del prosindaco che, rivisitando la tradizione e la funzione storica di questa figura, affianchi il sindaco nel coordinamento delle politiche per Mestre e per tutta la terraferma».

Una figura che in città manca da più di vent'anni: il primo fu Gaetano Zorzetto (1993-1995), ma quello che incarnò realmente il ruolo per la terraferma fu Gianfranco Bettin, prosindaco per dieci anni al fianco di Massimo Cacciari (1995-2005). Nel 2010 anche Giorgio Orsoni aveva pensato di ripristinarlo, salvo poi fare marcia indietro: «Ho capito che questa figura non è ben vista dai mestrini, la percezione è di una sorta di proconsole», spiegò all'epoca l'allora primo cittadino.

Martella l'aveva già detto il giorno dell'annuncio della sua candidatura: il suo obiettivo sarà quello di rinforzare le Municipalità, concedendo loro deleghe e funzioni. Se il centrodestra, poi, sembra aver già organizzato una spartizione delle funzioni in caso di vittoria (Mestre e Favaro verso la Lega, Chirignago e Marghera verso la conferma fucsia e Lido a FdI con l'incognita Venezia), il segretario regionale dei dem sembra essere più orientato all'introduzione di figure civiche per la presidenza dei fortini di quartiere.