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]l Tempo è tra i pochi quotidiani che sta spiegando perché quello di sabato scorso a Modena sia stato un attentato terroristico islamista. Le modalità dell’attacco, l’odio verso di noi, l’Occidente e le sue radici cristiane sono chiare e palesi nella condotta del criminale che ha investito con la sua auto le persone in strada. In giro è pieno di persone affette da problemi psichiatrici, anche più gravi, ma nessuno prima d’ora aveva messo in atto un attacco con le stesse modalità di quello di Modena. Le stesse che abbiamo visto decine di volte a Gerusalemme, ai mercatini di Natale in Germania, sulla Promenade di Nizza e in altre occasioni. Nessuno che abbia commesso crimini, anche brutali, contro qualcuno aveva tentato di uccidere indiscriminatamente dopo aver inviato mail come quelle che il ragazzo di origini marocchine aveva mandato alla sua università, insultando Gesù e i cristiani ed esprimendo tutto il suo disagio e odio verso di noi.

È scomodo, a destra come a sinistra, doverlo riconoscere, per ragioni diverse, ma questa è la realtà e ora, sempre grazie al nostro giornale, stanno emergendo notizie di altri potenziali soggetti simili. Si tratta di quelli più facilmente identificabili, poiché in cerca di affiliazione a organizzazioni terroristiche vere e proprie come l’Isis. Il lavoro delle Forze dell’ordine in questo ambito è inappuntabile: le nostre sono tra le migliori al mondo, ma il limite esiste ed è quello legato all’impossibilità di identificare i cosiddetti “lupi solitari”. Sono coloro che non hanno necessità di essere parte o sentirsi vicini a un’organizzazione terroristica per colpire; sono quelli a cui basta l’ideologia o l’ispirazione per farlo.