“Non rimuove ciò che è accaduto con la sua auto in pieno centro a Modena, ma non sa spiegare il perché, quale sia stato il movente o la ragione. Alla domanda se abbiano inciso odio, rabbia o la mancanza di lavoro, scuote la testa. Quando gli parlo dei feriti ascolta con attenzione; non so se dentro di lui si muova qualcosa... è una maschera di sale che guarda nel vuoto.”
Così l’avvocato Fausto Gianelli descrive, contattato dall’Adnkronos, Salim El Koudri, arrestato con le accuse di strage e lesioni aggravate.
In attesa di conoscere l’esito della richiesta di perizia psichiatrica d’urgenza avanzata dalla Procura di Modena, il difensore continua a incontrare l’indagato in carcere.
L’uomo rifiuta di vedere i familiari, ma accetta i controlli clinici e le terapie indicate.
Quanto alle analisi sui dispositivi sequestrati, Gianelli si dice relativamente sereno: non emergerebbero video compromettenti né elementi nella cronologia di navigazione tali da sostenere l’aggravante dell’odio o del terrorismo.









