Diversamente da lui, che fatica a esprimere pensieri ordinati, la famiglia di Salim El Koudri, l'uomo che ha seminato il terrore e ha ferito otto persone in centro a Modena, «è pienamente lucida» e «ha compreso la gravità del gesto» commesso dal 31enne. Sono sconvolti, anche perché non sapevano nulla del percorso di cure mentali intraprese dal giovane negli scorsi anni. A spiegarlo è l’avvocato Fausto Giannelli, nominato nelle scorse ore di fiducia dai parenti del fermato, in carcere in isolamento dalla sera di sabato 16 maggio.

Padre, madre e sorella hanno chiesto al legale delle condizioni dei feriti, gli hanno domandato di informarsi con gli ospedali. «Sono annichiliti per il loro dolore, per la donna che ha perso le gambe».

«Mi hanno chiesto più dei feriti che del figlio, poi mi hanno chiesto anche del figlio perché sono consapevoli della gravità del fatto. La famiglia è chiusa nel dolore, mi hanno detto che l'unica cosa a cui pensano e per cui pregano è la salute delle persone ricoverate in ospedale, che è la cosa più importante», ha spiegato ancora l’avvocato Giannelli.

Il padre e la madre vivono a Ravarino, il piccolo centro della provincia modenese dove viveva, con loro, anche Salim. Si sono trasferiti in Emilia dalla Bergamasca nel 2000. Il padre lavora in un’azienda di Nonantola, la sorella, nel frattempo, da qualche anni è uscita di casa, si è sposata e risiede in un’altra provincia.