Modena, 18 maggio 2026 – "Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno".

Sono le parole che Salim El Koudri avrebbe detto in un colloquio in carcere con il suo legale, l’avvocato Fausto Giannelli, riferendosi a quanto successo sabato 16 maggio. Il 31enne di Ravarino, nato a Bergamo e di origini marocchine, ha investito e ferito otto persone, fiondandosi con la sua auto a 100 all’ora in centro a Modena.

Al momento è in isolamento e l’udienza di convalida a suo carico è stata rinviata a domani, deve rispondere di strage e lesioni aggravate dall'uso del coltello.

Secondo la Procura di Modena che collabora con la Digos di Bologna al momento non ci sono elementi che possono far ricondurre i fatti di sangue ad una matrice terroristica. Si è comunque alla ricerca di un movente e dalle parole di El Koudri riferite al legale ne esce un racconto vago e annebbiato, con ricordi che spesso dovevano essere stimolati dall’avvocato, che riferisce quanto il suo assistito sia “in una situazione di assoluta confusione mentale e sembra vivere per la prima volta le memorie quando gli racconto la dinamica di quello che è accaduto quando gli racconto. In certi momenti è sorpreso e assolutamente inconsapevole”.