N.P.

19 maggio 2026 07:41

Il momento in cui l'auto travolge la folla - frame da video

Salim El Koudri, l'uomo che sabato nel centro di Modena ha falciato dei passanti con la sua auto, è in carcere e oggi, martedì 19 maggio, è prevista la l'udienza di convalida del fermo per strage e lesioni aggravate. Si trova in isolamento, ha chiesto di fumare e di avere alcuni libri tra cui una Bibbia, di poter incontrare un sacerdote. Quando il suo avvocato, Fausto Giannelli, gli ha domandato di quello che ha fatto, ha risposto: "Sono uscito perché quel giorno pensavo di morire. Non volevo fare del male a nessuno". Il difensore ha spiegato che chiederà la perizia psichiatrica. L'esito dell'accertamento avrà un ruolo importante nell'iter processuale. Nel frattempo continuano le indagini sul movente e verranno analizzati anche pc e telefono dell'arrestato.Il legale che difende Salim El Koudri riporta le parole dell'uomo nel loro colloquio in carcere. Quando gli ha detto che una delle donne investite è stata sottoposta a un intervento per l'amputazione delle gambe, ha detto solo: "Che cosa tremenda". (Qui l'aggiornamento sulle condizioni dei feriti). Come "se stesse realizzando per la prima volta la cosa, come se stesse parlando di un'altra persona", ha sottolineato il legale anticipando che chiederà una visita medica e una perizia psichiatrica, "è la cosa più urgente". Il giovane "non si è reso conto dell'accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole".I motiviLe indagini vogliono appurare i motivi del gesto di Salim El Koudri, 31enne di Ravarino, famiglia originaria del Marocco, cittadino italiano dal 2009, quando aveva 14 anni.La Procura di Modena ha dato l'incarico a un consulente di analizzare un certo numero di dispositivi tra telefoni, computer, tablet, sim chiavette usb, hard disk, nella disponibilità dell'indagato. Sono stati trovati anche alcuni testi scritti in arabo, appunti relativi a criptovalute, e farmaci.Il tema del disagio mentale appare centrale. El Koudri è stato in cura al centro di salute mentale di Castelfranco Emilia tra il 2022 e il 2024. "Si sentiva perseguitato", ha spiegato l'avvocato. Ha iniziato un percorso, all'insaputa dei suoi familiari, poi lo ha interrotto. Uno dei problemi principali, per lui, era la mancanza di lavoro. Dopo una vita da studente modello a Ravarino, il liceo a Modena e una laurea in Economia, ha lavorato per almeno quattro aziende, per brevi periodi. Ha fatto il magazziniere, lo spedizioniere e anche l'impiegato, quello che voleva. Ma ad un certo punto non ha più trovato un'occupazione. E la cosa lo tormentava, è diventata un'ossessione. Il 27 aprile 2021, tra le 19.28 e le 20.38, El Koudri spedì quattro email a un indirizzo dell'Università di Modena e Reggio Emilia, con testi di questo tenore: "Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene". Poi, dopo pochi minuti, ancora: "Fatemi lavorare". Nella terza email i toni si alzavano: "Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio". Infine, le scuse: "Mi dispiace per la maleducazione". All'epoca l'Università segnalò la cosa alle forze dell'ordine.Sarebbero gli unici elementi, per il momento, da cui emerge qualcosa che fa pensare a un conflitto con sfondo religioso, da una persona che, peraltro, non risulta aver frequentato ambienti islamici, né aver contatti con gruppi organizzati.