“Sono confuso. Non parlo”. Sono state queste le uniche parole pronunciate dall’attentatore 31enne Salim El Koudri, condotto in questura, sabato pomeriggio, dopo aver falciato la folla a Modena. Oggi, lunedì 18 maggio, è prevista l’udienza di convalida del fermo, attuato con le ipotesi di reato di strage e lesioni aggravate dall’uso di arma (il coltello con cui il giovane ha ferito il coraggioso modenese che lo ha bloccato). È plausibile che il 31enne si avvarrà della facoltà di non rispondere, ma è presto per dirlo. Quello che ad oggi si sa è che il passato di El Koundri è ‘pulito’: una laurea in Economia, nessun reato, ma un percorso durato due anni, dal 2022 al 2024 al Csm di Castelfranco Emilia per disturbi di personalità. Nel corso della perquisizione nella sua abitazione di Ravarino, nel Modenese, dove l’indagato viveva con la famiglia, gli inquirenti hanno sottoposto a sequestro i dispositivi informatici in uso al giovane più alcuni scritti in arabo di cui al momento non si conosce il contenuto.
Salim El Koudri in auto prima di travolgere i passanti a Modena, poi in fuga. A destra viene bloccato dai passanti
Viveva isolato: pochissimi contatti con il mondo esterno; nessun amico, almeno all’apparenza. Il suo ‘mondo’ era dentro a quei dispositivi informatici sottoposti a sequestro dalla polizia di Stato: gli unici che oggi potrebbero fornire qualche risposta sul terribile gesto commesso sabato in pieno centro storico a Modena. È esclusa – al momento – una radicalizzazione del giovane di origini marocchine, Salim El Koudri, nato a Bergamo e residente a Ravarino, nel Modenese, che si è lanciato ai cento all’ora sulla folla nel centro di Modena.











