Sui device sequestrati a Salim El Koudri, il 31enne che ieri a Modena ha travolto diversi passanti, non emergerebbero elementi che facciano pensare a percorsi di radicalizzazione o legami con gruppi jihadisti. E' quanto si apprende da fonti investigative. L'ipotesi prevalente, al momento, resta dunque quella di un gesto riconducibile ai problemi mentali di cui l'uomo soffre e di cui è stato in cura.
I post cancellati da Meta Meta ha cancellato alcuni sui post sui social, ma non perché fossero di contenuto jihadista, a quanto si apprende. Alcuni avevano contenuti sessuali, altri erano comunque inappropriati rispetto alla policy dell'azienda che li ha quindi eliminati.Non ha risposto ai pm Salim El Koudri si è avvalto della facoltà di non rispondere, nell'interrogatorio di ieri sera davanti al procuratore di Modena Luca Masini e al pm di turno. Il 31enne, originario della provincia di Bergamo e residente a Ravarino, è difeso d'ufficio dall'avvocato Francesco Cottafava. Contattato, il legale ha riferito di non aver ancora potuto visionare alcun atto. Il suo assistito è stato sottoposto a fermo per strage e lesioni aggravate. A inizio settimana il provvedimento sarà sottoposto a convalida Chi è l'uomo, il disturbo schizoide «Sono bullizzato, emarginato e vivo in un paese di razzisti». È questa la folle motivazione che avrebbe spinto Sailm El Koudri, 31enne di origini marocchine ma con cittadinanza italiana, a spingere sull'acceleratore della sua Citroën C3 e puntare contro i passanti che ieri in un tranquillo pomeriggio di sabato camminavano sulla via Emilia, nel centro di Modena, in zona Porta Bologna. Da ciò che è emerso finora nelle perquisizioni domiciliari, e da quello che lo stesso giovane ha dichiarato agli inquirenti, non ci sarebbero ragioni di natura religiosa alla base del suo attentato. Non è infatti un musulmano radicalizzato. Più probabile che il suo "piano" sia maturato nell'ambito di un disagio sociale e psichiatrico. Salim, affetto da un disturbo schizoide di personalità, è stato in cura diverse volte al Centro di salute mentale di Castelfranco Emiliaera, almeno fino al 2024; poi non si sarebbe più presentato alle visite programmate. Ora gli inquirenti cercheranno di ricostruire la storia clinica, per capire anche se è stato sottovalutato il suo status mentale. Nato a Seriate, in provincia di Bergamo, El Koudri era incensurato: non aveva alcun tipo di precedenti, né penali né di polizia. Figlio di marocchini, anche loro incensurati, Salim abitava con i genitori in una palazzina popolare di Ravarino, un piccolo comune di 6mila abitanti nel Modenese. Non è sposato e non ha figli. Prima lavorava come operaio, ma da tempo era disoccupato, pur essendo laureato in Economia. Tra le ragioni del suo astio verso la società - come ha spiegato agli investigatori - ci sarebbe anche la frustrazione di aver perso il lavoro e di non trovarne un altro, nonostante il titolo di studi ottenuto con fatica all'università. L'auto che ha usato come un'arma contro la folla l'aveva acquistata di seconda mano, per 2.700 euro, nel dicembre del 2024, quindi dopo aver interrotto le cure psichiatriche. Dopo lo schianto contro la vetrina di un negozio, mentre a terra c'erano corpi martoriati, sangue e la gente urlava disperata, il 31enne è sceso dall'auto e ha cercato di darsi alla fuga, armato di un coltello. Quattro o cinque cittadini lo hanno rincorso - uno di loro è stato ferito con la lama - e subito dopo è intervenuta prontamente una volante della polizia: gli agenti lo ha immobilizzato e portato negli uffici della Questura di Modena. È stato sottoposto subito ai test tossicologici e alcolemici, ma è risultato negativo a entrambi. Non era nemmeno sotto l'effetto di sostanze psicotrope.La Procura modenese indaga per strage, un reato di pericolo concreto che si considera «già pienamente consumato nel momento in cui vengono posti in essere atti idonei a mettere in pericolo la pubblica incolumità, con il preciso intento di uccidere». Pur non avendo, per il momento, causato la morte dei passanti che ha travolto, ne ha feriti otto, di cui due gravissimi e in pericolo di vita: a una donna sono state tranciate le gambe. Quando gli inquirenti lo hanno interrogato, chiedendogli il perché del suo gesto, ha spiegato di sentirsi emarginato, vittima di razzismo e di bullismo. I pm vogliono capire se la sua sia solo una storia di disagio o se c'entri in qualche modo l'estremismo religioso. Per questo indaga anche il gruppo terrorismo della Procura distrettuale di Bologna.










