Al suo avvocato ha chiesto Bibbia, sigarette e l’incontro con un prete, anche se non è né cristiano né musulmano praticante. Salim El Koudri, che nel pomeriggio del 16 maggio ha falciato i passanti in pieno centro a Modena causando il ferimento di sette persone, ha incontrato il suo legale d’ufficio Fausto Gianelli, che chiederà la perizia psichiatrica per il suo assistito. A lui ha detto di non sapere le ragioni del suo gesto, e di essere uscito di casa con un coltello perché era convinto che sarebbe morto. Il suo interrogatorio in carcere è stato rinviato al 19 maggio mentre gli investigatori della polizia postale stanno analizzando computer e smartphone del 31enne. La Procura di Modena ha conferito l’incarico per una consulenza informatica all’esperto Simone Gardella sarà chiesto di analizzare i dispositivi che l’indagato aveva in casa.

Cittadino italiano dal 27 settembre 2009, da quando aveva 14 anni, la sua famiglia è arrivata a Ravarino, nel Modenese, nel 2000. “Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti – spiega all’Ansa la sindaca Maurizia Rebecchi – ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era un uno studente modello. Altrettanto alla scuola secondaria di Bomporto, quindi assolutamente un bambino come tutti gli altri”. In seguito il giovane ha frequentato un liceo a Modena e poi si è laureato in economia aziendale. Disoccupato e senza precedenti penali, in passato era stato seguito dai servizi di salute mentale per disturbi psichiatrici o schizoidi.