Più l’inchiesta de Il Tempo va avanti e più il mondo dell’Islam radicale sembra essere preoccupato da ciò che può emergere: è di sei giorni fa un articolo scritto contro di noi dal sito "La luce", che fa capo a Davide (il direttore) e Gabriele Piccardo, che riveste anche il ruolo di consigliere nell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche in Italia che teoricamente dovrebbe essere il volto del dialogo interreligioso. Ebbene, veniamo pesantemente attaccati con toni minacciosi: «Oggi un foglio di propaganda razzista che si spaccia per quotidiano ha messo in prima pagina una vignetta che ridicolizza un rito religioso praticato da 3 milioni di cittadini e residenti in Italia: la preghiera islamica. Un gesto che non è solo offensivo per i musulmani, ma per chiunque creda nella libertà di culto e nel rispetto delle fedi. Non è satira: è propaganda d’odio, è islamofobia pura, e se fosse rivolta per esempio alla preghiera ebraica vedrebbe un intervento immediato del Presidente della Repubblica e di tutte le cariche istituzionali». A firmare l’articolo è Brahim Baya, predicatore di origini marocchine, portavoce della moschea più importante di Torino e rappresentante della comunità islamica, già noto alle cronache per aver organizzato la preghiera del venerdì nell’università occupata dagli studenti filopalestinesi, con una replica prevista a metà giornata del 24 maggio, al Politecnico, ma per quell’appuntamento è giunta una diffida per cui lui ha gridato allo scandalo.