«Mio fratello ormai è morto, io non odio nessuno. La nostra famiglia vuole solo che giustizia sia fatta secondo la legge». Lo scrive in un post pubblicato oggi su Facebook Souleymane Sako, fratello minore di Bakari Sako, il 35enne bracciante maliano ucciso all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. Per l’omicidio sono indagati con l’accusa di omicidio volontario un 22enne, un 20enne e quattro minori tra i 15 e i 16 anni.

Nel lungo messaggio, Souleymane Sako ringrazia «tutti per l'aiuto dato in questo momento» e invita a «continuare a combattere perché non succeda mai più», chiedendo ancora "giustizia» per suo fratello. Poi il richiamo alla convivenza e al rispetto: «Abbiamo deciso di vivere insieme e dobbiamo imparare a insegnare ai nostri figli il rispetto e la pace».

Il fratello della vittima spiega anche la scelta di celebrare un funerale privato. «Tutti abbiamo visto come è stato ucciso Bakari. Era una persona silenziosa ed è stato ucciso come un animale. Ci sono tante immagini su YouTube, TikTok, Facebook e Instagram e fare video e foto della salma ci avrebbe fatto soffrire ancora di più. Avevamo bisogno di pace e preghiera».

Nel post, infine, i ringraziamenti alle associazioni, alla comunità maliana e africana, ai giornalisti, alla Flai Cgil, alle forze dell’ordine e a quanti stanno sostenendo economicamente la famiglia. «Vogliamo solo giustizia per Bakari Sako, mio fratello», conclude