Bakari Sako, 35 anni.
Si è svolta ieri presso l'ospedale Santissima Annunziata di Taranto l'autopsia sul corpo di Bakari Sako, il bracciante di 35 anni originario del Mali ucciso da un gruppo di giovanissimi italiani – alcuni dei quali ancora minorenni – all'alba del 9 maggio scorso nella città vecchia del capoluogo ionico. L'esame è stato disposto dalla procuratrice facente funzioni del Tribunale per i minorenni Daniela Putignano e dalla pm del Tribunale ordinario Paola Francesca Ranieri ed è stato affidato al medico legale Roberto Vaglio, che ha chiesto 60 giorni per il deposito della relazione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Sako è stato aggredito da un gruppo composto da quattro minorenni e due maggiorenni: il 20enne Fabio Sale e il 22enne Cosimo Colucci, insieme a quattro indagati minorenni tra i 15 e i 16 anni, tutti sottoposti a misure detentive. Sono accusati in concorso di omicidio volontario aggravato, mentre il titolare del bar in cui la vittima aveva cercato riparo – non concesso – è indagato per favoreggiamento personale nei confronti di Colucci. Stando a quanto emerso dalle prime risultanze medico-legali la vittima ha riportato tre ferite da taglio non sanguinanti: due in sede toracica centrale e una in regione addominale destra, compatibili con lesioni penetranti profonde e con un grave quadro di compromissione interna. A queste si sarebbe aggiunto un violento pugno al volto, con rottura di un dente e lesioni al labbro superiore. All'arrivo dei soccorsi del 118, allertati alle 5.34 del mattino, quando il 35enne stava andando al lavoro, l'uomo era già morto. Le manovre di rianimazione non hanno avuto esito e il decesso è stato constatato alle 7.07.
















