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Il ragazzo ha sostenuto davanti al gip di aver agito per paura che i suoi amici potessero subire un'aggressione

La vittima Sako Bakari © Facebook

Ha confessato l'omicidio di Taranto dicendosi "profondamente dispiaciuto" il 15enne accusato di aver accoltellato e ucciso il 35enne maliano Bakari Sako. A quanto si è appreso, durante le dichiarazioni spontanee davanti al gip del Tribunale dei minorenni di Taranto nell'udienza di convalida del fermo, il ragazzo ha sostenuto di aver agito per paura che i suoi amici potessero subire un'aggressione. Anche gli altri tre minori fermati hanno reso dichiarazioni spontanee, nelle quali avrebbero dichiarato di non essersi accorti che il 15enne aveva accoltellato Bakari e di non aver notato che perdeva sangue.

All'alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto, c'era stata una discussione con la vittima nella piazza. I tre minori, davanti al gip, avrebbero affermato di aver visto Bakari che aveva iniziato a riprenderli con il telefonino. A quel punto si sarebbero avvicinati e ci sarebbe stata una colluttazione. Uno dei minori avrebbe sostenuto di aver spinto Bakari che a sua volta avrebbe risposto colpendolo con un pugno in faccia.