Uno scatto dal suo profilo Facebook ritrae Bakari Sako, il bracciante 35enne ucciso a Taranto (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciTaranto, 15 maggio 2026 – Ha confessato l'omicidio dicendosi "profondamente dispiaciuto" il 15enne accusato di aver sferrato le coltellate che hanno ucciso il 35enne maliano Bakari Sako all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. A quanto si è appreso, durante le dichiarazioni spontanee davanti al gip del Tribunale dei minorenni Paola Morelli nell'udienza di convalida del fermo, il ragazzo ha sostenuto di aver agito per paura che i suoi amici potessero subire un'aggressione. Anche gli altri tre minori fermati hanno reso dichiarazioni spontanee, nelle quali avrebbero dichiarato di non essersi accorti che il 15enne aveva accoltellato Bakari e di non aver notato che perdeva sangue. Ha rilasciato dichiarazioni spontanee al gip: "Profondamente dispiaciuto"
Poco prima dell'aggressione c'era stata una discussione con la vittima nella piazza. I tre minori, davanti al gip, avrebbero affermato di aver visto Bakari che aveva iniziato a riprenderli con il telefonino. A quel punto si sarebbero avvicinati e ci sarebbe stata una colluttazione. Uno dei minori avrebbe sostenuto di aver spinto Bakari che a sua volta avrebbe risposto colpendolo con un pugno in faccia. Poi ci sarebbe stato l'inseguimento verso il bar e il 15enne avrebbe sferrato le coltellate.










