Ha confessato l’omicidio dicendosi «profondamente dispiaciuto» il 15enne accusato di aver sferrato le coltellate che hanno ucciso il 35enne maliano Bakari Sako. A quanto si è appreso, durante le dichiarazioni spontanee davanti al gip del Tribunale dei minorenni di Taranto Paola Morelli, nell’udienza di convalida del fermo, il ragazzo ha sostenuto di aver agito per paura che i suoi amici potessero subire un’aggressione. Anche gli altri tre minori fermati hanno reso dichiarazioni spontanee, nelle quali avrebbero dichiarato di non essersi accorti che il 15enne aveva accoltellato Bakari e di non aver notato che perdeva sangue.
Bakari, il bracciante ucciso dal branco per “futili motivi”. I colpi fatali sferrati da un 15enne
Valentina Petrini 11 Maggio 2026
La colluttazione nella città vecchia prima delle coltellate
Poco prima dell’aggressione, all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto, c’era stata una discussione con la vittima nella piazza. I tre minori, davanti al gip, avrebbero affermato di aver visto Bakari mentre iniziava a riprenderli con il telefonino. A quel punto si sarebbero avvicinati e ci sarebbe stata una colluttazione.










