Roma, 22 maggio 2026 – La scomparsa di Carlo Petrini segna la fine di un'era per la gastronomia mondiale, ma consacra definitivamente la sua creatura: Slow Food. Nata come provocazione locale, si è trasformata in un movimento culturale e in una macchina economica globale capace di ridefinire il concetto di Made in Italy agroalimentare. Come è nata questa intuizione, come si è sviluppata e quali sono i suoi numeri economici?

La scintilla originaria: gli spaghetti contro il Fast Food

Per capire lo sviluppo di Slow Food bisogna tornare al luglio del 1986, quando a Roma, in Piazza di Spagna, apre il primo ristorante McDonald’s in Italia. Per Carlo Petrini e il gruppo di Arcigola, quell'evento rappresenta un attacco frontale all'identità culinaria, alla biodiversità dei territori e ai ritmi naturali della vita. La protesta fu una gigantesca spaghettata pacifica distribuita gratuitamente ai passanti per rivendicare il diritto alla lentezza. Da quella barricata di convivialità nacque la consapevolezza che il cibo non poteva più essere considerato un mero bene di consumo. Nel 1989, a Parigi, i delegati di oltre venti Paesi firmarono il Manifesto ufficiale: nacque così Slow Food Internazionale, con il simbolo della chiocciola destinato a fare il giro del pianeta.