PADOVA - Sono decine e fanno parte degli atti dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Sergio Dini: sono i messaggi che alcuni ragazzi affidati a Francesco Saviane si scambiavano tra loro per commentare le attenzioni particolari che gli venivano riservate dal loro professore di religione ed educatore in alcune parrocchie della provincia.
Sono messaggi espliciti, come espliciti sono i racconto di quanto subito dai minorenni e sono messaggi che portano come data il 2020. Perché è da sei anni che le voci sul linguaggio lascivo e sui comportamenti dell'ex professore arrestato venerdì, si rincorrevano nei corridoi delle scuole e dei patronati. LE PAROLE I messaggi sono emersi durante le indagini della squadra mobile che tra le oltre cinquanta persone ascoltate come testimoni, ha svolto decine di audizioni protette per ascoltare i ragazzi. Nei testi che gli allora minorenni si scambiavano tra loro ogni qualvolta Francesco Saviane tentasse un approccio o si lasciasse andare a commenti diretti, i ragazzi si scrivevano tra loro frasi del tipo "Cosa ti ha fatto", oppure "ancora quel porco". In un messaggio l'ex docente di religione viene definito "pedofilo". Poi, negli scambi adesso parte integrante dell'indagine per i sette casi di violenza sessuale aggravata, qualcuno era arrivato a lanciare una proposta: "Dobbiamo fare qualcosa per cacciarlo", l'input partito da chi si evince dai toni dei messaggi era stanco delle troppe attenzioni ricevute. IL CAMBIO DI RESIDENZA Dettagli che emergono a quasi una settimana dallo scoppio dell'inchiesta e che arrivano nel giorno in cui Francesco Saviane ottiene il cambio di residenza dove scontare gli arresti domiciliari, come chiesto martedì dal suo avvocato Ernesto De Toni dopo che la diffusione della notizia aveva scatenato un putiferio in seno alla comunità di San Lorenzo di Albignasego, dove il 37enne ex docente di religione al Barbarigo (dal quale era stato allontanato l'1 settembre 2023 dopo un'indagine interna sui suoi comportamenti, mai arrivata però a una denuncia penale) era ospite del parroco don Cesare Contarini, a sua volta ex preside dell'Istituto di via Rogati, che comunque martedì lo ha licenziato dagli incarichi all'interno dell'asilo parrocchiale. Dopo il parere positivo da parte della procura, ieri mattina il giudice per le indagini preliminari, Laura Alcaro, ha firmato il via libera al trasloco di Saviane, originario del Trevigiano, che nel pomeriggio ha lasciato la canonica di San Lorenzo per venire ospitato da un'abitazione civile (non collegata in nessun modo con la Diocesi) oltretutto fuori dalla provincia di Padova.«Non c'era motivo per un aggravio della misura cautelare (il carcere, alternativa se non si fosse trovata un'altra casa, ndr) ha spiegato l'avvocato De Toni il pubblico ministero aveva chiesto i domiciliari e la richiesta era stata accolta dal giudice. Noi non avevamo chiesto una sostituzione della misura più favorevole a lui, avevamo soltanto fatto presente che c'era la disponibilità di altri luoghi». LA SITUAZIONE Nel suo interrogatorio di garanzia, Francesco Saviane ha parlato anche della sua situazione personale di questi giorni. «Sono molto provato e in difficoltà ha detto l'ex professore al gip Alcaro in questi giorni mi è caduto il mondo addosso e non pensavo che si potesse arrivare a delle denunce contro di me». Un'altalena di sensazioni cominciata attorno alle 13 di venerdì con gli agenti della squadra mobile che bussano in canonica per comunicargli l'arresto e con l'accelerata di domenica mattina quando la notizia viene pubblicata.














