HomeMilanoCronacaPrecari, lunghi stop, salari mai adeguati. Il sindacato: "Si rischia la fuga all’estero"Dietro al mondo dello spettacolo, tra teatri, tournée e concerti, c’è un settore che continua a fare i conti...Dietro al mondo dello spettacolo, tra teatri, tournée e concerti, c’è un settore che continua a fare i conti...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciDietro al mondo dello spettacolo, tra teatri, tournée e concerti, c’è un settore che continua a fare i conti con precarietà e discontinuità lavorativa. È questo il tema al centro dello stato di agitazione proclamato dai lavoratori dello spettacolo durante la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, attualmente ferma sul nodo economico. Anche a Brescia il tema è arrivato nei teatri: prima degli spettacoli del Centro Teatrale Bresciano e del Teatro Grande viene letto un comunicato per informare il pubblico sull’andamento della vertenza.

"Il settore conta circa 350mila iscritti Inps in Italia – spiega Alberto Fostinelli, segretario generale Slc Cgil Brescia – ma dentro questo numero c’è di tutto: da chi lavora quattro giornate all’anno a chi è assunto stabilmente in un teatro". La distanza tra sindacati e associazioni datoriali riguarda soprattutto gli aumenti salariali: "La richiesta è del 23%, mentre la controparte si è fermata al 10%. Per questo siamo arrivati allo stato di agitazione, anche se al momento non si è parlato di scioperi o sospensione degli spettacoli". Secondo il sindacato, però, il problema non riguarda solo i compensi, ma l’intero sistema di tutele. "Quello dello spettacolo è un lavoro fortemente discontinuo – continua Fostinelli – e questo pesa sia sul reddito sia sulla contribuzione previdenziale". Molti professionisti alternano periodi di lavoro intenso a mesi senza ingaggi, con conseguenze dirette anche sulla pensione futura.