Roma, 21 maggio 2026 – Il lavoro nello spettacolo e nello sport continua a crescere, ma dentro numeri positivi resta evidente la fragilità strutturale di due mondi fondamentali per l’economia culturale e sociale del Paese. Nel 2025 i lavoratori dello spettacolo con almeno una giornata retribuita nell’anno sono stati 368.192, in aumento del 2,7% rispetto al 2024. Crescono anche la retribuzione media annua, arrivata a 11.790 euro, e le giornate medie retribuite, pari a 99. Ma proprio questi due ultimi dati raccontano il nodo principale: più occupazione, sì, ma ancora segnata da discontinuità, stagionalità e redditi molto distanti da una piena stabilità professionale.
Il quadro emerge dall’Osservatorio Inps sui lavoratori dello spettacolo e sportivi, che fotografa un settore in trasformazione anche per effetto della nuova disciplina del lavoro sportivo introdotta dal decreto legislativo 36 del 2021 e poi recepita dall’Istituto con la circolare 88 del 2023. La riforma ha ampliato le tutele previdenziali, includendo anche ambiti del dilettantismo prima privi di una regolamentazione specifica. Un passaggio non solo tecnico, ma politico e sociale: portare dentro il perimetro contributivo attività spesso rimaste ai margini della piena emersione previdenziale.








