HomeCultura e SpettacoliI numeri dello spettacolo: aumentano i lavoratori, non gli stipendi e la paritàIn Lombardia gli addetti sono cresciuti del 44%, le retribuzioni solo del 3%. Resistono le differenze: il 60% dei vertici è uomo, paghe più basse alle donneUn direttore d’orchestraRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – Aumentano i lavoratori e le lavoratrici del mondo dello spettacolo, molto meno le retribuzioni. E ad essere penalizzate sono soprattutto le lavoratrici.

L’Osservatorio annuale dell’Inps su questo settore evidenzia un forte incremento, in Lombardia, di chi opera nello spettacolo, ambito che va dai direttori d’orchestra alle maestranze. Nel 2025 si tratta di 76.246 persone contro le 52.609 del 2015: in dieci anni, il 44% in più, con un trend che si è consolidato negli ultimi anni.

A livello territoriale, però, emerge un unico polo forte, ovvero quello di Milano dove nel 2025 hanno operato 58.661 persone, con almeno una giornata retribuita. Le altre province sono decisamente meno a portata di artista: al secondo posto c’è Brescia con 3.552 lavoratori dello spettacolo, poco più di 3.100 a Bergamo.

La retribuzione media annuale si aggira attorno ai 15.677 euro, praticamente stabili rispetto ai 15.185 euro di 10 anni fa. Anche qui, le retribuzioni nel Milanese sono più generose, toccando quota 17mila euro, mentre nelle province di Brescia, Lecco, Mantova e Sondrio si scende sotto i 10mila euro annui. La media nasconde profonde disomogeneità. Le lavoratrici, che rappresentano la metà delle persone attive negli spettacoli, percepiscono meno dei colleghi: la media regionale è di 14mila euro annui, mentre tra i lavoratori la retribuzione media è di circa 17.300 euro. Il gap è influenzato dalle poche donne nei ruoli apicali: registi, sceneggiatori, produttori, direttori d’orchestra, direttori di doppiaggio sono uomini al 60% e percepiscono mediamente oltre 25mila euro all’anno.