HomeAscoliCronacaPoveri spettacoli. Artisti tra salari bassi e pochi bandi regionali: "La passione non basta"Dati preoccupanti dalla Cgil per l’anno scorso, mentre per il 2026 non ci sono ancora indicazioni ufficiali per avere eventuali contributi . Cinì degli O’Scenici: "Eppure la risposta del pubblico c’è".Dati preoccupanti dalla Cgil per l’anno scorso, mentre per il 2026 non ci sono ancora indicazioni ufficiali per avere eventuali contributi . Cinì degli O’Scenici: "Eppure la risposta del pubblico c’è".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Il mio regno per un cavallo" faceva gridare Shakespeare al suo re Lear. Ed è un cavallo, un lumicino, una piccola boa di salvezza, quello che chiede il teatro marchigiano e piceno alle istituzioni. Un settore, quello dello spettacolo dal vivo, che sta attraversando un momento particolarmente difficile, soprattutto per quanto riguarda il suo rapporto con governo centrale e regionale. Basti vedere sommariamente i dati recentemente diramati dalla Cgil Slc Marche, che delineano un quadro tutt’altro che roseo, specie per quel che attiene alle retribuzioni.
"Particolare preoccupazione riguarda i bandi regionali 2025, pubblicati soltanto a novembre – dice la Cgil – mentre per il 2026 non esistono ancora indicazioni ufficiali". A dare una mano potrebbero essere i contributi regionali ma per il 2026, continua il sindacato, non ci sono ancora indicazioni ufficiali. "Noi non abbiamo mai ottenuto finanziamenti – commenta Piergiorgio Cinì, fondatore della compagnia Re Nudo e della rassegna ‘Teatri invisibili’ –. Solo una volta, dopo aver fatto richiesta di contributo, entrammo in graduatoria ma non fummo finanziati. La situazione non riguarda solo il teatro, ma anche la musica, dove diversi colleghi soffrono la medesima situazione. C’è anche da dire che a volte le commissioni che valutano i progetti conoscono poco le iniziative o le realtà di cui si parla, e questo penso sia un altro problema importante: ci sono tanti soggetti che propongono iniziative interessanti, idee originali su cui investire, e purtroppo le istituzioni non ne comprendono la portata. Come Re Nudo – continua Cinì - l’anno scorso ci siamo occupati del festival su Andrea Pazienza, ora lo riproponiamo e abbiamo chiesto finanziamenti, anche se non alla regione. Speriamo di ottenerli, finora non abbiamo avuto risposte concrete. Siamo una realtà che va avanti da tanto tempo e infatti l’anno prossimo festeggeremo il nostro quarantennale, per il quale stiamo già organizzando diverse iniziative". Quello del teatro, dice Cinì, è diventato un mercato ristretto, legato perlopiù a nomi di richiamo – spesso anche televisivi – che però non sempre riescono a garantire qualità: "Senza finanziamenti e certezze da parte delle istituzioni questo settore potrà andare avanti solo con la passione di pochi volontari. Eppure la risposta del pubblico c’è, anche da quello giovanile. A scuola siamo riusciti ad agganciare i ragazzi facendo passare il teatro classico, con i suoi messaggi universali, attraverso un linguaggio aggiornato e originale". Ed è proprio il teatro, quello comico, uno dei protagonisti di questi giorni in riviera. L’appuntamento all’insegna del divertimento e della tradizione farsaiola partenopea è per oggi pomeriggio alle 18 al teatro San Filippo Neri, il cui palcoscenico ospiterà lo spettacolo ‘Pochade Napolitaine – Libero tradimento delle ‘Tre Pecore viziose’’. Una produzione firmata dalla compagnia teatrale O’Scenici basata su uno dei capolavori assoluti e più celebri di Eduardo Scarpetta. In scena gli attori Alfredo Felicioni, Annamaria Onofrio, Cristiana Cappelli, Danilo Amici, Francesco Marullo, Gilda Di Vaio, Kessili De Berardinis, Michele Ciccarelli, Paola Carosi, Silvana Verrocchio, Valeria D’Amico.







