Cosa succede in regione? Le statistiche della Cgil Marche, sezione lavoratori della comunicazione mostrano un’evidente situazione di precarietà in cui i lavoratori dello spettacolo dal vivo devono far fronte alla carenza strutturale di finanziamenti. Ma il sindacato parla anche di ritardi nei bandi e mancanza di programmazione. "Nelle Marche – rende noto la Cgil - operano circa 6.400 lavoratori dello spettacolo dal vivo, di questi, circa l’80% è costituita da lavoratori dipendenti con una retribuzione media annua intorno ai 6.700 euro mentre il restante 20% è composto da lavoratori autonomi con una retribuzione media annua di circa 4.600 euro. Artisti, tecnici, amministrativi e maestranze chiedono bandi adeguatamente finanziati, tempi certi, il riconoscimento della professionalità del settore e una chiara distinzione tra attività professionale e amatoriale". Ad interessarsi della cosa, a Palazzo Raffaello, è Enrico Piergallini: "Recentemente – spiega il vicepresidente del consiglio regionale - è stato riformato il regolamento per le concessioni delle compartecipazioni da parte dell’assemblea legislativa. In sostanza, ora i criteri sono formalizzati e le compartecipazioni vengono stabilite sulla base di un’istruttoria tecnica". Concretamente si potrà richiedere fino al 50% della differenza fra l’importo totale e quello già stanziato dal soggetto richiedente, per un massimo di 5mila euro. "Un meccanismo migliore rispetto al passato – continua l’ex primo cittadino di Grottammare - ma che rappresenta solo un piccolo cerotto per una ferita ben più grave. Il problema, per un soggetto culturale, risiede nella richiesta di contributi: la burocrazia – essenziale per la trasparenza – viene vista come un mostro, e soprattutto le realtà poco strutturate non sanno come fare domanda di contributi. Se non dovesse attuarsi una semplificazione, in tal senso, non elimineremo le distanze tra attori del territorio e istituzioni. Altro problema è quello del Piano cultura, da cui scaturiscono i diversi bandi di finanziamento. Al momento non è ancora stato approvato definitivamente e i bandi non ci sono. E siamo arrivati alla metà del 2026". "I lavoratori dello spettacolo – conclude Carlo Cimmino, segretario provinciale Slc Cgil Ancona - chiedono il diritto a condizioni dignitose e alla tutela della propria professionalità. La cultura non può sopravvivere nell’incertezza. Difendere chi lavora nello spettacolo significa difendere la qualità dell’offerta culturale per tutti i cittadini". La categoria annuncia iniziative di mobilitazione a tutela del lavoro e del futuro dello spettacolo dal vivo.
Un settore che interessa circa 6.400 lavoratori
La maggior parte ha una retribuzione annua intorno ai 6.700 euro






