Sempre più persone scelgono di essere pendolari per lavorare a Milano senza viverci. A Fanpage.it la storia di Sara (nome di fantasia) che da tre anni viaggia tra Savona e il capoluogo lombardo per sfuggire al caro vita sempre più elevato.
La nostra redazione raccoglie segnalazioni e testimonianze di persone che ogni giorno affrontano lunghe tratte da pendolari per poter continuare a lavorare a Milano senza rinunciare a una migliore qualità della vita altrove. Decidiamo di pubblicarle per spingere a una riflessione sui sacrifici, sui compromessi e sulle nuove abitudini nate dall'aumento del costo della vita e degli affitti nelle grandi città. Se anche tu vivi da pendolare, ultra pendolare o hai scelto di lasciare Milano pur continuando a lavorarci, scrivici a segnalazioni@fanpage.it o clicca qui.
Tre giorni a settimana, a volte anche di più, Sara (nome di fantasia) sale su un treno all'alba per raggiungere Milano da Savona. È una delle tante "ultra pendolari" che negli ultimi anni hanno scelto di lavorare nel capoluogo lombardo senza viverci più: una tendenza raccontata anche da un recente reportage di Bloomberg che fotografa una città sempre più difficile da sostenere economicamente per chi ha stipendi medi, soprattutto a causa del costo degli affitti. Sara, 45 anni, questo cambiamento lo vive sulla propria pelle da tre anni e oggi ha deciso di raccontarlo a Fanpage.it. Sara e l'ultra-pendolarismo tra Milano-Savona "Ho abitato a Milano per circa quindici anni, fino alla pandemia", esordisce Sara a Fanpage.it. Poi, il Covid, il rallentamento del lavoro e due anni di cassa integrazione l'hanno spinta a lasciare la città e tornare in Liguria. "Ho deciso di mollare un costo della vita che non era assolutamente basso", continua a raccontare mentre è in viaggio, su uno dei "tanti treni" che ormai fanno parte della sua quotidianità.











