Milano attira lavoro, ma espelle i lavoratori: affitti insostenibili e vita cara costringono migliaia di pendolari a ore di treno ogni giorno. A Fanpage.it la storia di Attilio, pendolare per quasi quarant’anni.
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La nostra redazione raccoglie segnalazioni e testimonianze di persone che ogni giorno affrontano lunghe tratte da pendolari per poter continuare a lavorare a Milano senza rinunciare a una migliore qualità della vita altrove. Decidiamo di pubblicarle per spingere a una riflessione sui sacrifici, sui compromessi e sulle nuove abitudini nate dall'aumento del costo della vita e degli affitti nelle grandi città. Se anche tu vivi da pendolare, ultra pendolare o hai scelto di lasciare Milano pur continuando a lavorarci, scrivici a segnalazioni@fanpage.it o clicca qui.
Per quasi quarant'anni Attilio ha fatto avanti e indietro tra Romano di Lombardia (Bergamo) e Milano. Una vita da pendolare, scandita dagli orari dei regionali, dai binari affollati all'alba e dal sollievo di rivedere la campagna bergamasca la sera. Oggi Attilio è da poco in pensione, ma il suo racconto a Fanpage.it fotografa meglio di molte statistiche il paradosso di Milano: una città che continua ad attrarre lavoro, opportunità e investimenti, ma che allo stesso tempo espelle chi quel lavoro lo manda avanti ogni giorno. La storia di Attilio, pendolare per 38 anni "Oggi in meno di un'ora da Romano si arriva a Milano-Lambrate", ha esordito Attilio a Fanpage.it. Un tragitto che è migliorato negli anni: i treni sulla linea Brescia-Verona "sono moderni, climatizzati, più veloci rispetto al passato", ha aggiunto, ricordando quando insieme ad altri membri del comitato pendolari iniziò una lunga battaglia per il rinnovo delle carrozze. "Nel giro di sette anni circa abbiamo cambiato tutto il materiale rotabile", ha spiegato con orgoglio.









