Dopo la sospensione del pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari per Taiwan e la minaccia di ridurre la presenza militare americana in Europa, il futuro della Nato preoccupa ormai anche Giappone e Corea del Sud, che come Canada, Australia e Nuova Zelanda, si chiedono quanto gli Stati Uniti si disimpegneranno ancora dall’Alleanza Atlantica. A prescindere dalle volontà ambigue della Casa Bianca, esiste una rete di coalizioni tra Europa, Asia, Oceania e Nord America che vuole ancora coordinarsi su sicurezza economica, tecnologia e difesa per consolidare la detterrenza contro le autocrazie.
In interessante approfondimento, l’Economist rivela che alcune forze armate europee stanno preparando scenari riservati per combattere senza l’aiuto degli Stati Uniti e, nel caso peggiore, senza poter contare su una parte rilevante della struttura di comando della stessa Nato. Dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia, alcuni funzionari nordici hanno iniziato a ragionare su una domanda che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile: quale catena di comando usare se Washington, invece di guidare la Nato, ne bloccasse il funzionamento? O anche solo se rallentasse le decisioni comuni, impedendo agli alleati di reagire con la rapidità?













