Washington riduce da quattro a tre le brigate da combattimento assegnate all’Europa e ridimensiona il contributo al “Nato Force Model”
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L’amministrazione di Donald Trump si prepara a ridefinire in profondità l’architettura militare della NATO in Europa. Washington annuncerà formalmente agli alleati una significativa riduzione delle forze statunitensi disponibili per il “Nato Force Model”, il dispositivo operativo che raccoglie le unità rapidamente mobilitabili in caso di guerra o crisi strategica. Lo riporta Reuters sul suo sito citando alcune fonti, secondo le quali il Pentagono vuole ridimensionare significativamente il suo impegno.Il Pentagono ha già confermato il primo passo concreto: le Brigade Combat Teams (BCT) americane assegnate all’Europa passeranno da quattro a tre. Ogni brigata da combattimento statunitense comprende generalmente tra i 3.500 e i 4.500 militari, mezzi blindati, artiglieria, capacità logistiche e supporto aereo tattico. La riduzione comporterà quindi il ritiro o la riallocazione di circa 5.000 soldati americani dal continente europeo.La decisione "è concepita per promuovere l'agenda "America First" del Presidente Trump in Europa e in altri teatri operativi", si legge in una nota del Pentagono. "Il Dipartimento determinerà la destinazione finale di queste e altre forze statunitensi in Europa sulla base di un'ulteriore analisi dei requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti, nonché della capacità dei nostri alleati di contribuire con le proprie forze alla difesa dell'Europa", sostiene ancora la nota. Il “Nato Force Model”: cosa cambia davveroIl cuore tecnico della decisione riguarda il “Nato Force Model” (NFM), introdotto dopo il vertice di Madrid del 2022 per sostituire la vecchia NATO Response Force. Il nuovo sistema prevede una struttura multilivello di forze ad alta prontezza: centinaia di migliaia di soldati che gli Stati membri devono mantenere disponibili con differenti livelli di allerta operativa.Secondo Reuters, il Pentagono intende ridurre sensibilmente il contributo americano a questo bacino di forze, anche se la composizione esatta resta classificata. Il messaggio politico è però chiaro: gli Stati Uniti non vogliono più sostenere il peso principale della difesa convenzionale europea.La riduzione riguarderà soprattutto unità terrestri pesanti e brigate corazzate rotazionali, considerate essenziali per la deterrenza sul fianco orientale Nato dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il Pentagono ha inoltre sospeso il dispiegamento della 2nd Armored Brigade Combat Team della 1st Cavalry Division, un’unità di stanza in Texas che avrebbe dovuto essere inviata in Polonia nell’ambito delle rotazioni sul fronte orientale.Sul piano operativo, gli esperti sottolineano che l’eventuale riduzione di brigate corazzate e unità pesanti diminuirebbe la capacità Nato di reagire rapidamente a un’aggressione convenzionale su larga scala. Per questo motivo Washington insiste sul fatto che il “nuclear umbrella” americano e le capacità strategiche globali resteranno pienamente operative. Le truppe Usa in Europa: numeri, basi e capacità strategicheAttualmente gli Stati Uniti mantengono circa 80.000 militari in Europa, concentrati soprattutto in Germania, Italia, Polonia, Regno Unito e Romania. Dopo il 2022, Washington aveva rafforzato rapidamente la presenza sul continente con brigate corazzate aggiuntive, batterie di difesa aerea, assetti logistici e intelligence avanzata.La Germania resta il principale hub strategico americano in Europa, ospitando circa 35.000 soldati e infrastrutture chiave come Ramstein Air Base, centro nevralgico delle operazioni Nato e del trasporto strategico statunitense. Parte della riduzione annunciata da Trump riguarderà proprio il dispositivo tedesco.Il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo alleato della Nato in Europa (SACEUR) e capo dello U.S. European Command, ha spiegato che il processo sarà graduale e durerà “diversi anni”, proprio per consentire agli alleati europei di colmare le lacune operative. Grynkewich ha precisato che Washington continuerà comunque a fornire le capacità considerate “critiche” e difficilmente sostituibili dagli europei: intelligence satellitare, comando e controllo strategico, bombardieri a lungo raggio, trasporto militare globale e deterrenza nucleare. L’obiettivo politico: trasferire la difesa convenzionale agli europeiIl Dipartimento della Difesa americano sostiene che la riduzione “incentiverà e consentirà agli alleati Nato di assumersi la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell’Europa”. Il vicepresidente JD Vance ha chiarito che non si tratta di un abbandono dell’Europa ma di una “riallocazione strategica” delle risorse americane. Dietro questa impostazione c’è la convinzione della Casa Bianca che la competizione principale per Washington sia ormai quella con la Cina nell’Indo-Pacifico, mentre gli europei devono sostenere autonomamente il peso della sicurezza regionale.La Nato ora aspetta ulteriori riduzioni nel medio periodo. Lo stesso Grynkewich ha dichiarato che “l’Europa dovrebbe assolutamente aspettarsi ulteriori ridispiegamenti” man mano che aumenteranno le capacità militari autonome dei partner europei.










