Iolanda ha 93 anni e una camicia bianca a fiori. Si muove lentamente nella cucina di casa sua, poggiandosi a un bastone. “Ho sempre camminato tanto - racconta - mi piacerebbe scendere a fare una passeggiata. Ma con tutte queste scale non ce la faccio, mi spavento che cado, a salire c'ho l'affanno”.A Villa Gordiani, la mancanza di ascensori sta trasformando le case in vere e proprie prigioni. Nel quartiere di Roma est, sono ben 158 le residenze popolari del comune che attendono un intervento che abbatta le barriere architettoniche.Molti dei residenti sono anziani (anche nei piani alti), costretti a rinunciare a una vita sociale e persino alle cure mediche essenziali a causa di difficoltà deambulatorie che rendono impossibile l'utilizzo delle scale. Lina Belmonte ha 99 anni e abita al quarto piano, ad accudirla è la figlia, Rosa: “Sono tanti anni che non esce più - racconta - me la dovevo caricare con la carrozzina, portarla giù fino dal quarto piano e poi riportarla su, sulla mia schiena, con tutte ste scale”.“Mia mamma una volta al mese deve fare dei controlli all’ospedale sant’Eugenio - racconta Rita - scendiamo piano piano col bastone, è un'odissea. Spesso preferisco fare venire i medici a casa, l'altro giorno ho dovuto pagare 200 euro per una lastra ai polmoni”.Anche Carla si ritrova spesso costretta a chiamare ambulanze o specialisti a domicilio, dai costi esorbitanti. Disabile, vive insieme al suocero Giuseppe, un pittore di 93 anni, bloccato in casa da cinque. I due hanno comprato anche il montacarichi per salire la spesa, “ci è costato 700 euro”, spiegano.Quando li andiamo a trovare, Giuseppe ci mostra con orgoglio la casa, dipinta tutta da lui: “Adesso non posso fare più niente - spiega - se ci fosse l'ascensore sarebbe diverso, potrei almeno scendere al parco, prendere il sole. Non avere l'ascensore è stato un handicap peggiore di quello di mia figlia”.Giuseppe si sfoga in un pianto nel ricordo di Monica. Costretta a muoversi con la sedia a rotelle, a causa di una grave disabilità, la figlia è rimasta chiusa in casa per 11 anni consecutivi. “È morta chiedendo quando avrebbero messo l'ascensore”, spiega Carla.Ma ad auspicare l'installazione degli ascensori non sono solo disabili e anziani. “Io sto rimandando un'operazione al piede - spiega Rita - perché mi spaventa il recupero, con tutore e stampelle non potrò salire le scale. Non sono solo loro, anche noi iniziamo ad avere i primi acciacchi”.Tra le tante difficoltà sembra esserci un barlume di speranza. “Al Simu ci hanno comunicato che i soldi per l'abbattimento delle barriere architettoniche ci sono - spiega Franco Caporale, presidente del punto per l'ascolto di Villa Gordiani - gli ascensori si faranno. Si inizierà con i primi dieci per le persone bloccate in casa a causa di patologie".