PORDENONE - Un'anziana invalida di 84 anni ha vissuto una vera Odissea al nuovo Pronto soccorso, con tempi di attesa biblici. La classifica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa decreta il Pronto soccorso di Pordenone tra i migliori quattro d'Italia, ma la realtà non finisce nelle statistiche.

Lucia ha 84 anni, è invalida e ha un braccio che fa male dopo una caduta in casa. Arriva al Pronto soccorso alle 14.30 di venerdì, accompagnata dal figlio, Salvatore Valenti. La donna passa il triage, riceve il codice azzurro e aspetta che qualcuno chiami il suo nome. Sembra l'inizio di una pratica normale. Invece l'attesa si fa infinita, mentre il dolore sale e la sopportazione scende.

«Un orizzonte temporale in cui non sai praticamente nulla riferisce Valenti. I tempi stimati sulla pagina ufficiale dell'Asfo aggiornati in tempo reale sono totalmente forvianti e sembrano riportare dati di pura fantasia, se confrontati con la realtà: si passa da 3-4 ore stimate dal sito alle 10-12 ore reali».

L'anziana si trova in uno stato di visibile sofferenza e, al dolore, si aggiunge la stanchezza comprensibile per l'età. Nella sala d'attesa il caos, con gente che sta male, che si arrabbia, c'è chi rinuncia nonostante il dolore, e se ne va. Le informazioni che vengono fornite sono tutt'altro che precise, e questo destabilizza ancora di più l'anziana invalida. «Fatico a capire quale sia il reale ruolo dei volontari a supporto del personale sanitario - afferma il figlio della donna -, poiché, oltre ad indicare uscita, bagno o accesso al locale del triage, non forniscono alcuna informazione utile, ripetendo a memoria frasi, quali "Ci sono otto pazienti prima di lei. Potrebbe essere chiamato tra due o sei ore"».