MoroniCi domandiamo come sia possibile (è notizia di questi giorni) che tutti gli ascensori di accesso ai binari della stazione di Piacenza siano fuori uso da mesi. Pazienza (si fa per dire…) per i giovani che possono fare le scale, ma vogliamo parlare di anziani, famiglie con bagagli e soprattutto di persone con disabilità alle quali viene negato ogni tipo di servizio che possa alleviare le loro problematiche. Un’azienda di stato (le Ferrovie non sono private!), pagata con i soldi delle nostre tasse, che ad ogni piè sospinto pubblicizza e millanta le mirabolanti velocità dei Frecciarossa, non dovrebbe cadere in tali disservizi. Voi che ne dite?Ettore Fittavolini, PiacenzaEttore Fittavolini, amico di lunga data e affezionato corrispondente di Vita da pendolare, al termine della sua mail chiede cosa si possa dire. Non diciamo niente, caro Ettore. Vogliamo esprimere un augurio, un grande augurio: quello di ricevere molto presto un’altra delle tue mail, tutte importanti, tutti significative, nella quale ci scrivi di essere stato di persona nella stazione della tua città, di esserti trattenuto per un po’ di tempo e di avere potuto constatare che gli ascensori per i binari erano perfettamente funzionanti e affollati da passeggeri carichi di bagagli ma felici di viaggiare, di anziani, di persone con disabilità (queste, soprattutto) che vedevano alleviate le loro disabilità. È solo un sogno? Usciamo dal libro dei sogni e usciamo presto. Investite, Ferrovie, investite. Perché viaggiare non è solo salire su un treno, è anche arrivarci senza fatiche, senza disagi: essere ‘’accompagnati’’.