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Ultimo aggiornamento: 12:52

È più di un anno oramai che Trenitalia e Italo mi ingolosiscono con i loro sconti del weekend: basta digitare un codice o “inserire un buono” al momento dell’acquisto e la somma finale per un biglietto dell’Alta velocità nelle date indicate si decurta del 20%, a volte del 30%. Per me che pendolo tra Torino (dove vivo) e Milano (dove lavoro) è un bel risparmio. Soprattutto comprando con ampio anticipo.

Mi direte: ma non esistono gli abbonamenti? Certo, esistono, ma costano un capitale e io non ho bisogno di viaggiare tutti tutti i giorni. Allora perché non un carnet, ossia i pacchetti di biglietti da spendere nell’arco di un periodo (un mese di solito)? Certo, li ho usati per anni: a conti fatti mi permettono di pagare 13.90€ una corsa tra le due città (che diventano 17.80 a fine giornata, considerando il viaggio di ritorno). Buono, ma si può fare di meglio.

Torniamo ai famosi sconti del weekend: le due compagnie sanno che noi pendolari viviamo sul sito e non facciamo che refreshare le app in attesa delle offerte. Cosa che avviene ormai da un anno quasi tutti i finesettimana. Ai carnet con un numero di corse limitate, agli abbonamenti stratosferici, possiamo ovviare comprando biglietti singoli a prezzi di saldo: tant’è che con Italo riesco a spendere anche 6.90€ per il treno della mattina. Ma, come sempre succede, dietro a un beneficio si nasconde un grande compromesso: ossia non poter modificare nulla, data/ora/nome, in qualche caso aggiungere servizi. Se un giorno mi ammalo il biglietto è perso e non posso chiedere il rimborso. Se il treno fa ritardo, e il treno fa SEMPRE ritardo, anche oltre i 60 minuti, da utente qualunque con Trenitalia non potrò ottenere indennizzi né lanciarmi su un altro treno di fortuna.