C’è il momento del ricordo e quello della riflessione. L’omicidio del bracciante maliano Bakari Sako, ucciso a Taranto all’alba del 9 maggio da un branco di ragazzini perlopiù minorenni, entra inevitabilmente nella Conferenza regionale sull’Immigrazione promossa dalla Regione in vista del prossimo Piano regionale delle politiche migratorie, di cui si attende il varo.

In ricordo del bracciante 35enne c’è stato un minuto di silenzio in apertura dei lavori. E poi una lunga riflessione del presidente della Regione Antonio Decaro. "Queste non sono giornate facili per la nostra Puglia – ha detto. Quanto è successo a Taranto ci ha sconvolto e soprattutto ci interroga. Quando accadono fatti così atroci e violenti, per mano di ragazzini, non possiamo non chiederci cosa abbiamo sbagliato anche noi. Perché nessuno, qualsiasi sia il colore della pelle, deve sentirsi in pericolo in questa terra".

Decaro ha sottolineato la tradizione d’accoglienza della Puglia. Specie a partire dallo sbarco della Vlora, la nave dei 20mila albanesi che aprì – con anni d’anticipo - l’era delle grandi migrazioni. "I pugliesi – ha aggiunto - sono persone che hanno fatto dell'accoglienza e della solidarietà una vocazione. Sako era per noi un cittadino pugliese, era un lavoratore, era un essere umano che ha creduto che questa terra potesse dargli un futuro".