L’emozione della prima volta è sempre speciale. Ma per Andrea Raccagni Noviero è doppia. Il debutto al Giro d’Italia, a 22 anni, gli regala anche un arrivo nella sua Chiavari. Il talento ligure della Soudal Quick Step, già protagonista in positivo nella corsa rosa, sogna un giorno da profeta in patria. Leggi anche – Il Giro d’Italia arriva in Liguria. Grenno: “Due tappe con tante possibili sorprese” Primo bilancio del Giro? «Ottimo, in Bulgaria Magnier ha vinto due tappe e ha preso subito la maglia. Io sono entrato due volte nei top ten, è il mio primo grande giro, non era scontato. Il morale è alto. Il Giro è la corsa dei miei sogni, la prima vista dal vivo, da bimbo a Sestri Levante. Quando ho saputo che ci sarebbe stato un arrivo a Chiavari, la mia città, mi sono impegnato al massimo per avere la chance di correrlo, è un qualcosa che non capita tutti i giorni e ringrazio il team per l’occasione». Che tappa sarà? «Il percorso lo conosco bene, la parte finale praticamente a memoria, è casa mia. Mi aspetto una fuga numerosa, credo sarà decisiva la salita di Scioli, che va in crescendo, con il tratto finale più duro. Il gruppetto che scollinerà in testa lì si giocherà la vittoria, dopo c’è Cogorno ma si va su “a gradoni”, è più facile tenere duro. Scioli sarà lo spartiacque». Potrà giocarsi le sue carte? «Non abbiamo un capitano per la classifica, Landa ha saltato il Giro per una frattura al bacino. Se c’è una tappa per velocisti si tira per Magnier altrimenti c’è libertà di attaccare, se sarò in buona giornata potrò provarci. Vedremo, alterno giornate top ad altre con le gambe dure». Il finale nel centro di Chiavari richiede attenzione. «Il gruppo sarà concentrato, un po’ teso, le strade liguri sono complicate, soprattutto le discese che però conosco bene e potranno aiutarmi a recuperare se perdessi terreno in salita». Come sono i rapporti con i suoi colleghi liguri? «Con Giaimi abbiamo corso e vinto il Mondiale con la Nazionale su pista ma abitiamo lontani, ci vediamo poco. Mi alleno con Finn quando siamo entrambi a casa, Lorenzo ha un talento enorme, è bello pedalare con lui c’è un bel rapporto anche se a volte abbiamo programmi di lavoro diversi, come volumi, visto che ha due anni meno di me, e come percorsi, lui predilige la salita». Il tifo sarà tutto per lei. «Sarà emozionante, ci saranno famiglia e amici. Ho iniziato con la bici in giardino a 4 anni, ho fatto le prime gare a 6 anni e mezzo. Sono sempre andato in bici, negli ultimi 4 anni è diventata una cosa più seria, il giorno prima di partire per la Bulgaria mi hanno fatto una festa a sorpresa in comune a Chiavari. E so che organizzeranno qualcosa di speciale anche stavolta». Tanti piazzamenti importanti di recente: tra i segreti c’è la perdita di peso, vero? «Sì, da Under mi etichettavano più come uomo da classiche e il peso incideva meno, viaggiavo tra i 77 e gli 80 chili. Nel passaggio tra i professionisti mi sono accorto che faticavo di più, ho convinto tutti a provare questo nuovo approccio, allenamenti con sforzi più prolungati che mi si addicono di più, maggiore attenzione alla dieta con l’aiuto di un’app gestita dai nutrizionisti: peso tutto, sono sceso a 70 chili e il rendimento è migliorato nettamente. Ma non faccio la fame, sono solo più disciplinato, con quello che bruciamo a volte facciamo giornate da 6000-8000 calorie, può bastare toglierne mille. E ora sono competitivo su più percorsi». Se dovesse fare un’eccezione alla dieta per festeggiare una vittoria a Chiavari su cosa punterebbe? «Amo i panifici. Da buon ligure mi concederei un pezzo di focaccia, classica o di Recco ma adoro anche le torte salate». La tappa da Imperia a Novi Ligure può essere adatta a lei? «La stiamo studiando con attenzione perché non è facilissima, ci sono il Giovo e il Bric Berton a circa 50 chilometri dall’arrivo, ricorda un po’ quella di Potenza in cui sono arrivato nono: ovviamente Magnier, Milan, Groenewegen e gli altri sprinter proveranno a resistere. Noi faremo la corsa per Paul ma se non dovesse tenere in salita magari proverò io a fare la volata in un gruppo più ristretto». Il Giro sarà di Vingegaard? «Senza imprevisti vincerà lui, è il più forte ma sto imparando che ogni giorno al Giro può succedere di tutto, ti devi guadagnare ogni chilometro. Gall va fortissimo se Vingegaard avrà qualche intoppo lo sfrutterà».