Il colpo di Ayuso. Eccolo lo spagnolo che a 22 anni si prende di forza e di prepotenza la settima tappa del Giro d’Italia che da Castel di Sangro arriva a Tagliacozzo dopo un percorso di 168 km e 3500 metri di dislivello. Terra d’Abruzzo, casa di Giulio Ciccone che scatta in salita ma deve accontentarsi del quinto posto. Battuto, come Primoz Roglic, il favorito della vigilia e re nel 2023 che non è riuscito a seguire l’attacco devastante del giovane della corazzata Uae Emirates. Roglic si consola con la Maglia Rosa (che aveva già indossato dopo la cronometro di Tirana) - sfilata al danese Mads Pedersen - ma in realtà sul gradino più alto del podio a Tagliacozzo avrebbe voluto esserci lui.
Sarà dura per Roglic centrare il bis alla Corsa Rosa. Perché Ayuso è il nuovo che avanza. E va molto veloce. Diretto, deciso, maturo e giramondo a soli 22 anni. Un giovane uomo che ha le idee chiare e che non fa sconti. "E’ stato il primo giorno di vera classifica. Questa vittoria è un grande passo avanti nella mia carriera.. Riuscire al mio primo Giro d’Italia è qualcosa di speciale. Sapevo che su questa salita dovevo partire solo se avessi avuto grande sicurezza. Un giorno perfetto che mi regala molto sicurezza. La Maglia Rosa? Un sogno che inseguo".











