Che sia una (bella) notizia non ci piove. Visto che era da 1466 giorni, cioè dal 12 maggio 2021 con il friulano Alessandro De Marchi, che un corridore italiano non indossava la maglia rosa.

Un bel digiuno. Davvero lungo. Che dà l’idea di quanto il nostro ciclismo, nel post Nibali, sia in poco tempo precipitato agli inferi.

Ma siccome nella vita, soprattutto di questi tempi, bisogna essere positivi, guardiamo con il dovuto orgoglio alla bella impresa del livornese Diego Ulissi che sul traguardo marchigiano di Castelraimondo, facendo onore al suo cognome così epico, è riuscito a scalzare dal trono lo sloveno Primoz Roglic, probabile futuro vincitore del Giro ma anche questa volta ben poco interessato a conservare il primato della classifica.

E il bello che Ulissi, 35enne di Cecina come Paolo Bettini, al traguardo di questa ottava frazione, è arrivato solo terzo, con 38” di ritardo, dietro a Wilco Kelderman e al vincitore, l’australiano Luke Plapp, autore di una splendida cavalcata di 50 chilometri su e giù per gli Appennini.

E quindi? Come è possibile? La spiegazione sta nel fatto che Diego, alla partenza di Giulianova, aveva un ritardo di 4 minuti e un secondo da sua maestà Roglic. Chiudendo al terzo posto, Ulissi è riuscito a sommare i 4 secondi di abbuono ad altri due raggranellati in un precedente traguardo volante. Questo gruzzolo, aggiunto ai quasi cinque minuti di ritardo del gruppo dei big, ha permesso al livornese di indossare la rosa con 12 secondi sul compagno di squadra Lorenzo Fortunato, 17 su Primoz Roglic e 20 su Juan Ayuso, il giovane talento spagnolo primo sulla salita di Tagliacozzo.