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Beppe Martinelli, storico direttore sportivo che ha vinto il Giro con campioni come Pantani e Nibali, dopo la prima settimana del Giro d’Italia 2026 è estremamente schietto e sincero in esclusiva a Fanpage.it: si aspettava di più da Jonathan Milan, frenato dalla sfortuna e da un super Paul Magnier, anche se la vittoria di Ballerini ha risollevato il morale degli italiani. Apprezza l’orgoglio di Giulio Ciccone in Maglia Rosa, ma nota anche come la Lidl Trek sua stata costruita più per le volate che per difenderla in montagna. Poi, sul giovane Giulio Pellizzari, il giudizio è netto: "Ci ha entusiasmato vedere un ragazzino che quantomeno ci prova", difendendo la sua risposta coraggiosa a Vingegaard sul Blockhaus, pur riconoscendo che gli manca ancora un po’ di esperienza.
Ma è su Vingegaard che Martinelli si sofferma con ammirazione e lucidità: "A uno come Jonas cosa mai altro possiamo chiedere? Non si può chiedergli di essere Pogacar, il suo modo di vincere è sempre stato questo, facendolo con un profilo basso. È venuto per vincere spendendo il meno possibile e facendo meno fatica possibile… e forse ce la farà anche". Non manca, infine, una riflessione amara ma realistica sul ciclismo moderno che accompagna anche questo Giro 2026: "In questo ciclismo non si può nemmeno pensare che si possa fare un’alleanza. È diverso dai miei tempi… non si regala più nulla a nessuno". Un’analisi schietta, appassionata e piena di esperienza, come solo un grande, storico, ds sa offrire. Soddisfatto di questa prima settimana di Giro d'Italia, in chiave nostri corridori? No, diciamo che mi sarei aspettato sicuramente qualcosa di più da Milan. Perché mi sembra che stia bene ma ha avuto parecchia sfortuna… perché anche la caduta di Napoli non l'ha aiutato sicuramente. Però si deve anche ammettere che ha trovato un Paul Magnier sicuramente super, il più forte velocista del giro. Ma mi manca una vittoria di Milan… anche se la vittoria di Ballerini ha un po' tirato su il morale di tutt'Italia…














