“Lasciamo i croissant a chi li sa fare bene. Qui a Torino ce ne sono tanti”, fanno Lisa Cheli e Alessandro Depau, in procinto di aprire una bakery che questa volta rimescola un po’ le carte. Una novità promettente nel quartiere Vanchiglia, il loro Forno Trigo partirà da giovedì 21 maggio mostrando le sue carte distintive: niente sfogliati, ma pani e lievitati dolci di stampo internazionale, preparati ogni mattina da una chef autodidatta e dal compagno ex consulente finanziario, da ordinare e ritirare da una finestrella.Lisa Cheli e Alessandro Depau, chef autodidatta e consulente finanziarioCome mai una toscana e un ligure, rispettivamente 35 e 44 anni, hanno individuato proprio il capoluogo sabaudo per il loro progetto di panificazione? “Cercavamo una città con queste caratteristiche; abbiamo fatto varie esperienze all’estero e ci è sembrata il posto giusto per portare qualcosa anche qui”, ricordano a proposito dei passaggi fatti per conto proprio e poi insieme. Per Lisa un viaggio a Bali che si trasforma in una permanenza di quasi tre anni aprendo, da cuoca autodidatta, un ristorante di cucina vegana. Per Alessandro, che prima della finanza ha lavorato nella logistica, le Canarie, poi l’incontro a Milano e il trasferimento in due in Toscana e Spagna. Rientrati in Italia, circa un anno fa, pensano alla panificazione — la più grande passione di Lisa — e ci costruiscono intorno il progetto Trigo.L’idea della bakery a Vanchiglia senza croissant e sfogliatiArriverà nel quartiere Vanchiglia, portando qualcosa di un po’ diverso non solo per la zona ma per la città. “L’idea è di far sentire chi ci passa a trovare un po’ a Siviglia, un po’ a Berlino… Sia per quello che assaggi, che per l’impostazione del locale”. La peculiarità più lampante è la finestrella, unico punto di contatto con la via “e simbolo di un presidio artigianale e di prossimità che vuole restituire qualità a un angolo del quartiere”. Nessun coperto — quelli arriveranno più avanti, come diremo — ma un laboratorio a vista dove rendere evidente l’attenzione di Lisa e Alessandro sulla linea. Inoltre niente congelatori, “con ogni prodotto preparato fresco rispettando i tempi della lievitazione naturale”, e una selezione delle materie prime che preferisce farine non raffinate da piccoli produttori locali e grani antichi.Cosa si trova (solo) alla finestrella di Forno TrigoAll’unica soglia di Forno Trigo, ovvero la sua finestra, tra le 8.30 e le 17.30 si troveranno i lievitati scelti da Lisa e Alessandro per andare un poco controtendenza. Al posto della viennoiserie classica di scuola francese alcuni prodotti che comunque suggeriscono l’estero. Babka con le nocciole Tonde Gentili Igp, cardamom bun, cinnamon roll e poi shokupan giapponese (4-6€). Ci sono torte come lemon e carrot cake, i brownie e il banana bread, senza trascurare frollini e biscotteria secca (3,60-5,20€). Mentre si aggiungono cracker, pani integrali, di grano antico Saragolla e conditi con pomodori secchi, olive e origano, il pezzo forte della casa è uno e si chiama Bomb: “Un bombolone cotto al forno ripieno di crema, vaniglia e caffè specialty di una torrefazione a 500m dal laboratorio”, ovvero Santaromero, progetto sul caffè colombiano di cui abbiamo parlato.Caffè specialty e brunch: i progetti futuriNonostante Alessandro si definisca un ex “colletto bianco”, l’inclinazione gastronomica, per lui, passa anche dai chicchi di qualità. Ha studiato il tema e intende svilupparlo in una specie di spin-off di Trigo, o meglio di addenda, “che speriamo di quagliare nei prossimi sei mesi”. In sostanza la coppia ha rilevato anche il locale di fianco al civico 25 di Via Giulia di Barolo, e ci sta mettendo mano per modellare una caffetteria. “Anche questa sarà un po’ insolita”, anticipano, “senza bancone e con un bell’umore cosmopolita”. Cosa arriverà, allora, tra poco? “Senz’altro lo specialty, il brunch e un po’ di posto in più per sviluppare al meglio l’accoglienza”.