Il mercato del lavoro italiano sta vivendo un paradosso: da una parte le crisi industriali di grandi realtà aziendali rischiano di generare migliaia di esuberi, dall'altra moltissime imprese, specialmente di piccole dimensioni, affrontano una crescente e cronica difficoltà nel reperire personale qualificato. A certificare questa anomalia è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che evidenzia come nel 2025 quasi un colloquio di lavoro su tre sia saltato semplicemente perché nessun candidato si è presentato alla selezione. Prima di analizzare la portata nazionale del problema e le sue cause, è però fondamentale sottolineare come, in base ai dati del Sistema Informativo Excelsior, in Sicilia questo preoccupante fenomeno risulti decisamente meno grave e in netta controtendenza rispetto ai picchi del resto del Paese.

Se a livello nazionale la media dei "colloqui andati a vuoto" tocca infatti il 30,2 per cento, l'Isola si posiziona al diciassettesimo posto in Italia, registrando una percentuale di difficoltà di reperimento per assenza di candidati pari al 26,4 per cento. In termini assoluti, su 393.620 entrate lavorative previste nel 2025, le selezioni sono andate a "vuoto" in 103.761 casi. Esaminando il tessuto provinciale senza ricorrere a classifiche numeriche, emerge che il territorio di Agrigento è quello con le maggiori criticità, segnando un tasso del 29,8 per cento di posizioni vacanti su oltre 29.000 assunzioni stimate. Seguono Caltanissetta ed Enna, entrambe ferme al 28,8 per cento seppur con volumi di offerta molto diversi, e Trapani con il 28,2 per cento. Esattamente in linea con la media regionale si attesta Messina, mentre Ragusa e Siracusa si mantengono leggermente al di sotto, rispettivamente con il 25,6 e il 25,5 per cento. Le aree meno toccate dal problema sono i grandi poli di Catania e Palermo, accomunati da un tasso del 25,4 per cento: pur offrendo la stragrande maggioranza delle opportunità lavorative in Sicilia, riescono a contenere in modo più efficace la fuga dai colloqui.