In Italia l'occupazione cresce, ma la distanza tra domanda e offerta di competenze continua ad ampliarsi. È il cosiddetto mismatch, una frattura che coinvolge imprese, scuole e giovani e che è stata al centro del panel promosso da Assolavoro dal titolo "Superare il mismatch, il lavoro che ci aspetta". L'incontro ha riunito esperti, rappresentanti istituzionali e accademici per riflettere su come colmare il divario tra ciò che il mercato richiede e ciò che i lavoratori offrono.

"Il tema del mismatch lo conosciamo bene, lo affrontiamo ogni giorno" ha ricordato Francesco Baroni, presidente di Assolavoro, aprendo i lavori. "Non dobbiamo limitarci a individuarne le cause, ma concentrarci sulle soluzioni. Stiamo investendo sullo staff leasing a tempo indeterminato e soprattutto sulla formazione professionale e sull'orientamento, perché il rapporto tra giovani e lavoro sta cambiando rapidamente. Dobbiamo aiutarli a capire dove e come formarsi per entrare nel mercato con competenze spendibili".

Una fotografia chiara del fenomeno è arrivata da Matteo Mazziotta, direttore del Sistema statistico nazionale e territorio dell'Istat, che ha descritto il mismatch come "un fenomeno multidimensionale, determinato da diversi fattori che interagiscono tra loro". In Italia, ha spiegato, "la velocità dell'informazione cresce in modo esponenziale, mentre la forza lavoro invecchia più rapidamente della popolazione. Viviamo in un mondo che cambia velocemente, ma il mercato del lavoro fatica ad adattarsi".