Cresce il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Nel quinquennio 2025-2029, secondo Unioncamere, le imprese avranno bisogno ogni anno di oltre 135 mila diplomati da percorsi professionali, ma il sistema ne fornirà solo 70mila. Si prevede così una carenza strutturale di circa 65mila unità l’anno, oltre 300mila nel quinquennio, soprattutto in alcuni settori chiave, dall’edilizia all'agroalimentare. Lancia l'allarme anche la Fondazione studi consulenti del lavoro: ogni anno mancano oltre 22mila laureati in ingegneria, 14mila in ambito economico e 7mila in quello medico-sanitario. Così evidenzia la nota della Fondazione intitolata “Formazione e lavoro: un gap destinato a crescere”, che analizza i dati occupazionali e scolastici tra il 2019 e il 2024 e ne proietta le criticità fino al 2029.
Si aggrava dunque la mancata corrispondenza della domanda di lavoro da parte delle aziende con l’offerta da parte dei lavoratori, un divario che inevitabilmente si riflette sulla crescita delle imprese alla ricerca di competenze adeguate, rischiando di comprometterla. «A fronte di un mercato del lavoro che richiede con urgenza figure tecniche e scientifiche – spiegano i consulenti del lavoro – le immatricolazioni continuano a crescere soprattutto nei corsi con minori sbocchi occupazionali».







