Nei prossimi quattro anni l'Italia avrà bisogno tra i 3,3 e i 3,7 milioni di nuovi occupati; di questi quasi il 40% (1,1-1,2 milioni) dovrà essere in possesso di una laurea.

Una previsione che però deve fare i conti con un gap difficile da colmare visto che lo scorso anno solo il 28% dei nuovi occupati era in possesso di un titolo di studio universitario, in particolare sarà elevato il fabbisogno di personale con titolo di studio Stem, circa il 25%.

I dati indicano che da qui al 2029 potrebbero essere 300 mila i posti di lavoro di cui è a rischio la copertura.

Secondo le previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2025-2029) di Unioncamere (elaborati su dati Excelsior, Mim, Almalaurea e Indire), per il quinquennio 2025-2029 si stima che il 37-39% del fabbisogno occupazionale previsto in Italia riguarderà̀ personale in possesso di una formazione terziaria, ossia una laurea o un diploma Its Academy o un titolo dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Afam), con differenze sostanziali a seconda del percorso di studi intrapreso. Più nel dettaglio, per l'insieme dei percorsi Sem potranno mancare tra 9mila e 18mila giovani ogni anno, soprattutto con una formazione ingegneristica e in scienze matematiche, fisiche e informatiche.